«No ai seggi nelle aule delle scuole primarie»
CENTO
«E se per il voto di settembre non usassimo gli istituti comprensivi? ». Ad aprire il confronto anche a Cento è Edoardo Accorsi, candidato alle elezioni regionali del gennaio scorso nella lista civica Bonaccini Presidente. Utilizzare gli spazi scolastici per il voto al referendum confermativo sul taglio dei parlamentari, il 20 e 21 settembre, vorrebbe dire, ricorda Accorsi interrompere «solo dopo quattro giorni l'attività scolastica: il modo perfetto per rimandare ancora il soddisfacimento dei bisogni educativi dei nostri bambini e per caricare di altre difficoltà le famiglie, specie quelle in condizioni di maggior fragilità».
Nel Centese per le operazioni di voto vengono utilizzate «le strutture delle scuole primarie. Strutture alle quali - se non sbaglio - è stata chiesta la disponibilità dal 18 settembre pomeriggio al 22 settembre compreso. Sarebbe il caso di capire, o almeno di discutere, la possibilità di utilizzare altri spazi». Per esempio in città secondo Accorsi si potrebbe pensare alle scuole superiori, i cui studenti potrebbero «utilizzare più facilmente la didattica a distanza per quei giorni», mentre nelle frazioni «si potrebbero utilizzare gli spazi utilizzati per le sagre o impianti sportivi». Per Accorsi «un gesto concreto per dire che le Istituzioni sonovicine alle persone». —
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