Come si ferma il virus Il medico: «Ecco perché oltre a igiene e mascherine utili screening e tamponi»
Parla Aurora Bonazza, specializzanda di Malattie infettive al S. Anna Contenere i contagi fa calare il numero dei decessi e i danni più gravi
Il punto
«Ci tocchiamo il viso o la testa in media 2 o 3mila volte al giorno, senza esserne consapevoli. La pulizia delle mani è una delle prescrizioni più efficaci contro il coronavirus, come l’uso della mascherina e il distanziamento personale. Ma senza gli screening in corso e l’isolamento tempestivo dei pazienti asintomatici non è sufficiente a contenere i contagi e ad evitare che la curva possa risalire velocemente, come è avvenuto tra febbraio e aprile, innescando un nuovo possibile aumento dei decessi». Aurora Bonazza, 34 anni, comacchiese, biologa con una specializzazione in genetica molecolare e medico con specializzazione in arrivo in Malattie infettive, è uno degli specializzandi assunti dal S. Anna per rinforzare la task force schierata contro Covid-19. A Cona è arrivata dopo aver lavorato per tre anni al policlinico di Modena. Oggi conosce bene la situazione dell’unità operativa che ospita i pazienti “sospetti”, quelli che non hanno ancora ricevuto l’esito del tampone ma che presentano sintomi compatibili con la pandemia.
i pazienti in ospedale
Nell’ospedale estense, tra sospetti e Covid positivi, si contano in questi giorni una decina di ricoverati. Il virus non riempie da tempo le corsie degli ospedali e da mesi circola con una certa libertà anche tra gli asintomatici. Oggi inoltre, solo una parte di chi presenta sintomi deve essere assistito e curato dagli specialisti della rete ospedaliera. «Ma non bisogna farsi condizionare dal fatto che, rispetto ai primi mesi dell’anno, contiamo molti meno decessi e ricoveri - spiega Aurora Bonazza - Alcune cose sono cambiate rispetto al quadro che avevano tra gennaio e aprile: il numero dei pazienti infetti ma che non presentano sintomi o ne mostrano pochi e in forma leggera (paucisintomatici) tende a salire ma è strettamente legato agli screening in corso, che coinvolgono molte persone appartenenti a diverse categorie professionali, e al fatto che si fanno molti più tamponi». Le campagne di prevenzione consentono di intercettare il virus «prima che possa alimentare e diffondere nuovi contagi, una condizione indispensabile per rallentare la velocità di espansione della pandemia che ha una letalità dell’1-1,5%. Riducendo il numero di contagi si abbassa il numero delle vittime e dei pazienti che riportano danni gravi o persistenti».
il rebus dei Sintomi
Gli screening, all’interno di questa strategia, «hanno un ruolo determinante - prosegue il medico - sia quelli condotti sul personale sanitario, ripetuti ogni 15-30 giorni, sia quelli pianificati per altre categorie professionali. Sono operatori che potrebbero accelerare la diffusione della pandemia (domani in regione partirà lo screening sul personale scolastico, ndr)». L’aumento dei giovani tra i positivi si spiega «col fatto che sono loro oggi, in particolare, a muoversi (movida, turismo) mentre l’incremento dei controlli e il vincolo alle visite in ospedali e case di riposo ha bloccato altre strade percorse dal virus», argomenta il medico.
Il Sars-Cov-2, precisa, è un virus subdolo, «non si manifesta in modo esplicito. Può essere associato a febbre, polmonite ed esami alterati, sintomi che possono essere disgiunti o associati tra loro, comuni ad altre patologie». Prima vengono riconosciuti meglio è. Altrimenti a farne le spese sono i più deboli: «La prevenzione serve soprattutto ad evitare che il virus raggiunga le persone più vulnerabili. Poi potrebbe essere troppo tardi». —
Gi.Ca.
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