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«Didattica mista, al centro abbiamo messo gli studenti»

«Didattica mista, al centro abbiamo messo gli studenti»

Il prorettore di Unife Bellini replica alle critiche delle associazioni Rua e Link «Per l’Ateneo non è la normalità, questo non è un anno come tutti gli altri» 

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«Abbiamo sempre lavorato mettendo al centro gli studenti. Le critiche rivolte all’Università da certe associazioni studentesche sono ingiuste e strumentali». A parlare è Tiziana Bellini, prorettore alla didattica di Unife, che interviene per replicare al giudizio molto negativo dei rappresentanti di Rua e Link sul modello di didattica proposto dall’Ateneo per il prossimo anno accademico.

Anno eccezionale

«Dicono che sono “amareggiati” per la didattica mista? Sono disposizioni stabilite dalla Conferenza dei rettori per cercare di affrontare un anno accademico particolare. L’epidemia di coronavirus non è finita, e stiamo facendo un lavoro pazzesco per evitare che i ragazzi perdano l’anno, e al tempo stesso rispettare tutte le prescrizioni. Ma, soprattutto, è sbagliato pensare che per Unife la didattica a distanza rappresenta la normalità. Tutti siamo più contenti di vedere un Ateneo pieno di ragazzi, sappiamo benissimo che lo studio universitario è anche fatto di socialità, ma questo è un periodo eccezionale e come tale va affrontato. L’indice di contagio sta salendo, e se salirà ancora potremo essere costretti a misure anche più rigorose».

Il prorettore Bellini rivendica l’impegno profuso durante il lockdown: «Dal 2 marzo al 20 maggio i ragazzi non hanno perso neanche una lezione, quale altro Ateneo ha fatto altrettanto? Anche per noi docenti la didattica a distanza è molto più faticosa di quella in presenza, e abbiamo voluto scegliere il male minore. E ora che si ricomincia, abbiamo adottato la didattica mista, ben illustrata tra l’altro sul nostro sito ma che forse non è stata ben capita: non è vero, ad esempio, che solo Giurisprudenza parte in presenza. Tutti i tirocini sono in presenza, così come i momenti settimanali di confronto con i docenti. E poi gli esami: gli studenti si sono lamentati perché torneranno in presenza solo a gennaio? Per forza, abbiamo bisogno di più aule: due sono state già realizzate, una terza è in via di completamento, ma ancora non bastano».

Studenti interpellati

Rimandata al mittente anche l’accusa di non aver interpellato gli studenti: «Premessa la necessità di rispettare sacrosante norme sanitarie, abbiamo diffuso un questionario per chiedere loro se preferivano le lezioni in streaming o videoregistrate, e hanno scelto questa seconda opzione, per la possibilità di riascoltarle, e così abbiamo fatto. Stiamo cercando di sfruttare al meglio tutte le possibilità della tecnologia, proprio per offrire agli studenti più opportunità, non certo per penalizzarli o per smaterializzare l’Ateneo. E dispiace molto che questo non venga capito. O strumentalizzato». Riguardo alla richiesta di rivedere le tasse per la mancata fruizione di alcuni servizi ancora chiusi (come la biblioteca), Bellini sottolinea: «Non bisogna dimenticare che per predisporre la tecnologia necessaria per le lezioni a distanza sono stati compiuti investimenti. E sarà comunque fatto il possibile anche per garantire l’uso della biblioteca».—

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