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L'OPERAZIONE

Goro, bracconaggio ittico: sequestrati immobili e mezzi utilizzati per la pesca illegale

Goro, bracconaggio ittico: sequestrati immobili e mezzi utilizzati per la pesca illegale

L'operazione "Golden river" era cominciata a luglio 2019. Appostamenti e controlli anche durante il lockdown

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GORO. Duro colpo al bracconaggio ittico da parte dei carabinieri del corpo forestale di Rovigo. Domenica 23 agosto, a conclusione dell’operazione “Golden river”, i militari hanno sequestrato preventivamente due immobili destinati alla lavorazione e allo stoccaggio di pesce d’acqua dolce e di cinque veicoli destinati al trasporto del prodotto ittico. Gli immobili si trovano uno nel Comune di Taglio di Po e uno nel Comune di Goro. I provvedimenti sono arrivati al termine di una lunga e articolata operazione della polizia giudiziaria, iniziata a luglio 2019 e culminata a marzo-aprile di quest’anno.

L’attività non si è interrotta nemmeno durante il lockdown e, anzi, proprio durante la fase più acuta dell’emergenza, le forze dell’ordine hanno monitorato numerose spedizioni di prodotto, nonché metodi co i quali la fauna ittica veniva catturata, conservata e tracciata. Sono stati denunciati tre soggetti di origine romena, due residenti a Taglio di Po e uno ad Argenta.  Nella vicenda risultano anche implicati, ed iscritti nel registro degli indagati a vario titolo, altri quattordici soggetti, tredici di nazionalità romena ed uno di nazionalità ungherese, parte dei quali, cinque individui di nazionalità romena, collaborava strettamente con i vertici dell’associazione criminale sia fornendo prestazioni di carattere lavorativo sia offrendo la propria collaborazione nella predisposizione di documentazione falsa, il cui scopo era quello di “regolarizzare” il prodotto ittico illecitamente catturato e soprattutto privo di rintracciabilità.

Si tratta di un duro colpo inferto ai vertici di una organizzazione criminale dedita da molti anni alla pesca di frodo in mezza Italia (le battute di pesca non avvenivano solo in Polesine e nelle vicine provincie di Venezia e Ferrara, ma anche a Ravenna e nel Mantovano fin poi ai laghi di origine vulcanica del Lazio: Trasimeno e Bolsena ed a quelli di origine glaciale del Piemonte: laghi di Avigliana), il cui giro d’affari si attestava sulle decine di migliaia di euro mensili, che nel corso del tempo aveva anche sviluppato un centro di potere proprio   a   Taglio   di   Po, dove   vive   in   maniera   stabile   il   soggetto   a   capo   dell’organizzazione criminale che fungeva da collettore principale del prodotto ittico illegalmente catturato.
 

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