Un malore e l’uscita di strada con l’auto Pescatore di Goro muore alla guida
Ieri all’alba il 56enne Marco Frisatti stroncato sulla strada Cristina a Bosco. Paese in lutto: «Era buono, un caro amico»
BOSCO MESOLA
Un malore fatale alla guida, lungo la strada provinciale Cristina numero 27, all’altezza di Bosco Mesola, è costato la vita, ieri all’alba, a Marco Frisatti, un pescatore di vongole gorese di 56 anni.
Erano da poco passate le 6 del mattino, quando l’uomo, di rientro con la sua Peugeot 3008 da una serata trascorsa in un locale della provincia, ha improvvisamente perso il controllo dell’autovettura, finendo, senza sterzare o frenare, all’interno di un canale di scolo, che affianca la stessa strada provinciale. A nulla sono valsi i tentativi di soccorrere il pescatore, rimasto intrappolato nell’abitacolo dell’automobile, semicapovolta nel canale, sommersa pure da una folta vegetazione.
LA DINAMICA
Decisiva, nella ricostruzione dei fatti, ma anche per l’immediata richiesta d’intervento del 118, si è rivelata la testimonianza di alcuni automobilisti di passaggio, che hanno notato l’improvvisa uscita di strada della vettura guidata da Frisatti. L’arresto cardiaco, probabilmente dipeso da un infarto o da un ictus, avrebbe preceduto l’incidente, per cui la causa di morte sarebbe da attribuire al malore e non all’impatto successivo.
In rapida successione, sul luogo dell’incidente, sono intervenute l’ambulanza e l’automedica, una squadra di vigili del fuoco del distaccamento di Codigoro e due pattuglie di carabinieri delle stazioni di Lagosanto e Mesola. Per estrarre il corpo ormai senza vita di Frisatti, si è reso, difatti, necessario l’intervento dei pompieri, i quali hanno poi provveduto a mettere in sicurezza il veicolo. I rilievi stradali, l’acquisizione di sommarie informazioni spontanee da parte di chi stava transitando in quel momento lungo la provinciale Cristina e la regolazione del traffico a sensi alterni di marcia, sono tutte attività svolte dai militari delle due stazioni di Lagosanto e Mesola.
Una volta ultimati tutti i rilievi, con il benestare del pm di turno, è sopraggiunto il necroforo, per il recupero della salma del gorese, già messa a disposizione dei familiari, presso la camera mortuaria dell’ospedale del Delta.
IL CORDOGLIO
La notizia della tragica scomparsa di Marco Frisatti ha cominciato rapidamente a circolare a Goro, dove il pescatore era conosciuto da tutti.
«Era un gigante buono – ricorda Fausto Gianella, presidente della cooperativa La Vela –, era della mia stessa classe, del 1964, un ragazzo tranquillo, schivo, che da una vita faceva il pescatore, come socio del Copego. Lavorava insieme al fratello Omar, più giovane. Se c’era uno ben voluto da tutti, era proprio lui».
Cordoglio anche da parte di Mauro Gennari, presidente della cooperativa Venus, dedita alla pesca in mare: «Io e Marco siamo nati e cresciuti in case molto vicine. Lui aveva un anno in meno di me – ricorda –, posso solo dire che era ben voluto da tutti. La sua scomparsa è un lutto per tutta la comunità e non solo per i pescatori. Si era irrobustito negli ultimi tempi – prosegue Gennari –, ma ultimamente era anche dimagrito. Non so quali fattori possano aver contribuito ad innescare il malore fatale. Perdiamo tutti un caro amico ed un compaesano buono come un pezzo di pane». —
Katia Romagnoli
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