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Camera commercio il tempo stringe Govoni anticipa la riunone di giunta

Gian Pietro Zerbini
Camera commercio il tempo stringe Govoni anticipa la riunone di giunta

Il presidente convocherà un organo esecutivo in scadenza La senatrice Boldrini fa ricorso sugli emendamenti invalidati 

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Sono giorni cruciali per il futuro della Camera di commercio di Ferrara. Con l’entrata in vigore del decreto “Agosto”, sono rimasti ormai molto limitati i termini di manovra per scongiurare le operazioni di accorpamento già avviate tra le camere in base alla riforma del 2015.

Il Governo infatti all’articolo 61 del decreto parla espressamente di favorire questi accorpamenti, forte anche della recente sentenza della Consulta che di fatto non ha trovato segnali anticostituzionali nella riforma che cancella l’autonomia per quelle Camere di commercio che hanno un numero inferiore a 75mila imprese iscritte.

A meno di un intervento deciso da parte della politica, in pratica il prossimo 15 settembre, gli organi camerali, tra cui anche quello di Ferrara, rischiano la decadenza.



A questo punto il presidente della Camera di commercio di Ferrara, Paolo Govoni, come prima mossa ha già previsto l’anticipo della prossima seduta della giunta camera di Ferrara, prevista inizialmente per la fine di settembre, per i primi di settembre in modo da fare anche il punto sulla vicenda.

«Occorre adesso - dichiara Govoni - un segnale forte da parte della politica per scongiurare gli effetti del decreto governativo che porterebbe allo scioglimento della Camera di commercio e alla creazione di una nuova camera nata dall’accorpamento tra Ferrara e Ravenna».



Intanto c’è il ricorso contro l’inammissibilità degli emendamenti sul decreto Semplificazioni. È quello che ha depositato ieri Paola Boldini, senatrice ferrarese Pd, che insieme ad altri colleghi aveva presentato tre emendamenti tesi a salvaguardare l’autonomia della Camera di Commercio di Ferrara rispetto all'accorpamento con Ravenna sentenziato dalla Corte Costituzionale.

«I suddetti emendamenti - si legge nell’atto di ricorso - rispondono all’esigenza di evitare alle Camere di Commercio di veder impegnate, per lunghi mesi, tutte le proprie risorse umane ed economiche in procedure burocratiche lunghe, invece di procedere autonomamente».



Con una lettera inviata al premier Conte, ai ministri di riferimento e ai parlamentari ravennati, oltre ai vertici della Regione, il Tavolo provinciale delle associazioni imprenditoriali di Ravenna intanto è ritornato nuovamente sul tema già sollevato nell’ottobre dello scorso anno, «per manifestare il vivo rammarico e stupore delle associazioni di categoria della provincia di Ravenna, sul pericolo della scioglimento della Camera di commercio». Situazione comune. —



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