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Cordoglio per la morte del pescatore di vongole Disposta l’autopsia

KATIA ROMAGNOLI

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GORO

Saranno eseguiti questa mattina gli accertamenti medico-legali sul corpo di Marco Frisati, il pescatore 56enne di Goro colto, domenica all’alba, da malore fulminante, mentre era alla guida dell’auto, di rientro da una serata trascorsa in un locale. La salma dello stimato pescatore di vongole è stata trasferita ieri all’Istituto di medicina legale di Ferrara e solo dopo l’autopsia sarà restituita alla famiglia, per consentire il funerale, previsto per il week end.

L’ipotesi più accreditata resta quella del malore improvviso, che avrebbe colpito Frisati lungo la strada provinciale Cristina n. 27, all’altezza di Bosco Mesola, a una manciata di chilometri da casa. Si propende ad escludere che a causare l’uscita di strada della Peugeot 3008, guidata dal gorese, possa essere stato un colpo di sonno. La morte sarebbe da attribuire al malore e non all’uscita di strada, anche in considerazione del fatto che il canale, avvolto di vegetazione, in cui l’auto ha finito la sua corsa, era privo d’acqua e proprio la vegetazione ha attutito l’impatto.

«Eravamo amici – racconta Gino Soncini, tabaccaio e consigliere comunale –, Marco era anche mio cliente; era passato da me proprio il giorno prima, per pagare alcune bollette e per qualche Gratta e Vinci. C’era un affetto particolare, di lunga data che univa le nostre famiglie, sin dai tempi dell’infanzia, perché siamo cresciuti assieme nello stesso quartiere, denominato in dialetto Insò, uno degli ultimi dell’urbanizzazione della fine degli anni ’60».

Il mondo della pesca e l’intera comunità di Goro sono in lutto per la prematura scomparsa di un gigante buono, da tutti apprezzato per il carattere mite e tranquillo. Negli ultimi tempi Marco Frisati si era sottoposto ad accertamenti e cure per sopraggiunti disturbi cardiaci, ma nessuno avrebbe mai immaginato che in una mattina d’estate il suo cuore potesse cessare di battere all’improvviso. —

KATIA ROMAGNOLI

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