La petizione per le Poste: «Nessuno ci risponde»
GAMBULAGA
La protesta era iniziata a luglio, quando i residenti di Gambulaga stanchi per le lunghe code all’ufficio postale in via Masi 4/D hanno iniziato a raccogliere firme per chiedere a Poste Italiane di aumentare i giorni oppure gli orari di apertura. Come già raccontato, durante il lockdown i cittadini si sono forzatamente adeguati, ma in seguito tre sole mattine di apertura non possono bastare a soddisfare la richiesta, come abbiamo evidenziato nei giorni scorsi anche in un’altra frazione portuense, Maiero. «Il nostro è un paese ancora popolato, da persone avanti con l’età, e vi sono - fortunatamente - ancora delle attività commerciali aperte e l’ufficio postale per tutte queste persone è fondamentale. Il risultato è che ogni giorno in posta vi sono lunghe code, che si formano sotto il sole, e chi ha bisogno di un servizio deve aspettare anche più di un’ora». Queste le parole dei promotori della raccolta firme, capaci nell’arco di tre settimane di raccogliere l’adesione di tutto il paese e 236 firme, protocollate il 30 luglio in Comune a Portomaggiore e consegnate al sindaco Nicola Minarelli e al consiglio comunale. «Ma dopo quasi un mese dal Comune e da Poste Italiane non abbiamo ricevuto alcuna notizia», concludono. —
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