Problema voto contagiati Seggi ospedalieri con Usca e volontari
L’organizzazione dei seggi in città resta la stessa dell’anno scorso, visto che il Comune ha respinto la richiesta della Prefettura di cercare sedi alternative a quelle tradizionali scolastiche, evitando così l’interruzione delle lezioni a pochi giorni dal previsto avvio del 14 settembre. Di punti interrogativi sull’organizzazione del voto, però, ne restano e sono collegati al Covid. Solo nelle ultime 24 ore sono entrati in isolamento domiciliare 27 ferraresi, tra città e provincia, mentre gli attualmente positivi sul territorio sono 126, dei quali 63 a Ferrara. A queste persone dev’essere garantito il voto e poiché non possono, appunto, muoversi dal domicilio e men che meno dai reparti Covid di Cona e Lagosanto, sarà necessario allestire seggi speciali e domiciliari.
Il Dl 103 prevede l’istituzione dei seggi speciali negli ospedali Covid, ma l’operazione sembra raccogliere pochissima disponibilità tra potenziali scrutatori e presidenti di seggio. L’idea di doversi bardare come i sanitari Covid per andare a raccogliere i voti tra i positivi ricoverati, quelli domiciliati e i semplici sospetti, potrebbe quindi provocare dinieghi di massa. Tra l’altro gli Uffici elettorali dei comuni dove hanno sede gli ospedali Covid, cioè Ferrara e Lagosanto, dovrebbero garantire la raccolta del voto anche per il resto della provincia.
Pare si stia studiando la percorribilità di una scappatoia prevista dalla legge, cioè l’affidamento dei seggi, «in caso di accertata impossibilità» di procedere per via ordinaria, al personale Usca (cioè gli specialisti Covid) o «in subordine, previa attivazione dell’autorità competente, soggetti iscritti all’elenco dei volontari di protezione civile che sono elettori del comune». —
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