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Beneventi e la ripresa «Aumento del 10% nei ricavi sul pesce»

Beneventi e la ripresa «Aumento del 10% nei ricavi sul pesce»

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Fabrizio Beneventi dietro il bancone della sua pescheria, a Porto Garibaldi, il pesce lo maneggia con perizia chirurgica. D’altronde, dice, «facciamo questa attività di oltre cinquant’anni. Il pesce fresco è sempre stata la nostra passione nonché il nostro prodotto d’eccellenza».

L’azienda di Beneventi, da sempre associata a Confartigianato, nel tempo poi è riuscita anche a variare la tipologia di prodotto offerto.

«Abbiamo pensato – spiega il titolare – che per reggere alla concorrenza e al mercato che andava via via evolvendo, dovessimo in un certo qual modo offrire qualcosa di più. Così abbiamo unito la vendita del pesce fresco all’attività di ristorazione».

Dunque, dopo la ristrutturazione della parte esterna del locale, Beneventi ha scommesso su una proposta innovativa.

«Al di là della classica attività i friggitoria – spiega ancora l’imprenditore – offriamo ai nostri clienti di entrare in pescheria, scegliere dal banco il pesce che desiderano e di cucinarlo sul momento con la possibilità di mangiarlo sul posto».

«Devo dire – ammette – che è un’offerta che ha riscosso non poco successo». Chiaramente, come tutte le attività afferenti a questo settore, anche quella di Beneventi ha pagato un prezzo altissimo nei mesi di chiusura e con il successivo fermo pesca agostano. Guai, però, a dire che non si mangia pesce fresco. Infatti, tiene a sottolineare l’imprenditore, «anche nel mese di agosto noi riusciamo sempre a garantire un prodotto di altissima qualità e freschissimo. Con i mezzi di oggi, il prodotto ci arriva da ogni parte del mondo a tempo di record. E noi siamo in grado di offrirlo ai nostri clienti sempre freschissimo». Peraltro, specifica Beneventi, «anche nel nostro mare ci sono comunque barche che, nonostante il fermo pesca, possono comunque uscire».

Quindi sogliole, vongole, canocchie, sono quasi sempre nostrane. Il lockdown, per tutti, è stato deleterio. Però, non tutti i mali vengono per nuocere. La chiusura infatti, è stata in un certo senso una molla propulsiva: «Dopo il lockdown – chiude – abbiamo registrato un amento di ricavi di oltre il 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Le persone sono tornate a frequentare la nostra pescheria. I segnali sono incoraggianti». —

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