Don Andrè riporta il suo cammino in Africa «Ha testimoniato con forza la propria fede»
La comunità di Porto Garibaldi saluta il parroco originario del Benin. Il 20 settembre gli subentrerà don Claudio Vanetti
la storia
Passaggio di consegne in vista nella parrocchia di Porto Garibaldi, da dove, il 20 settembre l’amato sacerdote don Andrè Nayeton cederà il bastone pastorale al confratello don Claudio Vanetti, parroco del Lido di Spina.
La notizia circola da qualche giorno nella comunità parrocchiale, dispiaciuta ma grata al 46enne parroco originario del Benin per l’impegno profuso nell’intento, perfettamente riuscito, di ricostruire un gruppo parrocchiale e di conferire un’impronta di coesione forte nella comunità locale.
IL SUCCESSORE
A prenderne il testimone, durante la messa festiva delle ore 11 di domenica 20 settembre, sarà appunto il 61enne don Claudio Vanetti, nativo di Cuirone di Vergiate, in provincia di Varese, il quale assumerà la direzione contestuale della parrocchia del Lido di Spina, che governa già da un anno e quella di Porto Garibaldi. Ordinato sacerdote a 28 anni, don Claudio proviene dalla parrocchia dell’Immacolata di Ferrara e in un solo anno di presenza sulla costa ha saputo catalizzare l’attenzione e l’affetto dei residenti e dei turisti, trasformando in celebrazioni liturgiche molto sentite e seguite, anche le messe celebrate in spiaggia.
«Ho celebrato l’ultima domenica al Bagno Virna – racconta don Claudio –, dove i genitori del titolare, Massimiliano Carli, hanno rinnovato la loro promessa d’amore, pronunciata 52 anni fa con il matrimonio. Erano in tanti i fedeli, nel rispetto del distanziamento anti Covid. Spero ora di essere all’altezza del nuovo incarico conferitomi dal vescovo: sarà ufficializzato con il decreto di nomina il 14 settembre».
«un’impronta importante»
Don Andrè, laureato con lode in teologia, amato da tutta la comunità per aver testimoniato con forza e carisma la propria fede, riuscendo nell’impresa di coinvolgere giovani e meno giovani a riavvicinarsi alla chiesa, tornerà nel Paese di origine. «Cercheremo di rendere la parrocchia ancora più viva – assicura don Claudio, che intende proseguire lungo il solco tracciato –; la comunità inoltre deve avere un luogo, un campanile di riferimento per tornare alla normalità, dopo anni in cui non si è potuto usufruire del luogo di culto. Il teatro dovrà tornare al suo naturale uso. Sono certo che le questioni burocratiche termineranno in fretta e si potranno avviare i lavori di ristrutturazione previsti per la chiesa».
A nome della Famìa ad Magnavaca, la presidente Ornella Senni esprime gratitudine a don Andrè: «Lascia un’impronta importante legata alla rinascita della comunità parrocchiale. Ci spiace non riesca a completare il percorso avviato, anche attraverso la collaborazione con le associazioni di volontariato. Mi auguro che possa essere presente per l’inaugurazione della nuova chiesa e del nuovo teatro». —
KATIA ROMAGNOLI
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