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Ferrara, Fabbri: no alle fusioni se gli enti sono virtuosi

Ferrara, Fabbri: no alle fusioni se gli enti sono virtuosi

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FERRARA. All'indomani della richiesta avanzata al Governo dal presidente dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini e dell'assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla di prorogare il termine fissato al prossimo 15 ottobre per chiudere la vicenda della riorganizzazione delle Camere di Commercio e, in particolare,gli accorpamenti previsti per Ravenna e Ferrara da un lato, e per Piacenza, Parma e Reggio Emilia dall'altro, prende la parola il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri secondo cui non basta una proroga ma occorre proprio «abolire l'obbligo di fondersi».

A giudizio del primo cittadino estense, «rinviare la fusione tra le Camere di commercio di qualche settimana non è sufficiente ad evitare il danno che le aziende subiranno. L'obbligo di fondersi - osserva - va abolito per gli enti che si sono dimostrati virtuosi, a partire da quelli di Ferrara e Ravenna. Come sindaco di Ferrara, insieme a Michele De Pascale, primo cittadino di Ravenna, avevo già espresso la mia opinione, da sempre fermamente contraria ad un pasticcio che può mettere in gravi difficoltà le imprese che hanno in questi enti territoriali un punto di riferimento importante e valido».

Quindi, prosegue il sindaco eletto nelle fila della Lega, «gli interventi dei parlamentari del Pd e del presidente della Regione Stefano Bonaccini, per quanto in linea con le nostre vedute, arrivano a giochi già conclusi e non vorremmo si trattasse di un modo per non assumersi la responsabilità di una accelerazione del processo di fusione imposta da questo governo sostenuto dal Pd che già ha dimostrato ampiamente di non saper tutelare l'economia del Paese».

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