Guercino, affreschi fra studio e diagnosi L’idea di un museo
Amelio (Centro studi) immagina come sede la Rocca Intanto la proposta è stata avanzata al Comune
CENTO
Nell’ambito dei restauri in corso a Casa Provenzali, l’attività di diagnostica sulla pittura del Guercino ora si concentra sui suoi preziosissimi affreschi. Un’indagine scientifica che ha come obiettivo la realizzazione del Museo dell’Affresco nelle sale della Rocca.
LA MISSION
Sono questi gli obiettivi del Centro studi internazionale Il Guercino, tracciati dal suo presidente Salvatore Amelio: «La nostra mission è certo quella di divulgare il nostro famoso pittore centese, il Guercino, la sua scuola, le sue opere, ma c’è anche l’impegno costante di indagare dal punto di vista scientifico la pittura del Guercino, per capire come dipingeva. Quella della diagnostica, dell’indagine approfondita dei capolavori del nostro Giovan Francesco Barbieri, è un percorso avviato due anni fa, già finanziato dal Centro studi e svolto con il Dipartimento di Beni Culturali dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna Laboratorio Diagnostico. Le analisi svolte dalla Lumiere Technology Optical Institute di Parigi, hanno svelato elementi importanti sulla tecnica del Guercino, sul fatto che usasse sabbia di fiume per preparare i fondi, sulla tipologia dei colori e tanto altro».
Oggi l’attività diagnostica prosegue sugli affreschi: «Non sono tanti gli affreschi del Guercino, ci sono quelli giovanili a Casa Pannini, Casa Provenzali e Casa Benotti, tra il 1614 e il 1617, poi realizzerà l’affresco “L’Aurora” nel Casino Ludovisi a Roma, la cupola di Piacenza, e “Ercole e Anteo” nel Palazzo Talon Sampieri di Bologna. Quindi, è un’opportunità straordinaria poter analizzare affreschi nel loro sito originario».
Poi, Amelio entra nel merito dell’importante opera di restauro, quella che sta eseguendo Licia Tasini del Laboratorio di Restauro di Pieve di Cento: «I telamoni dipinti a Casa Provenzali, che dividono le varie scene e riproducono le gesta del mitico eroe Provenco, sono di una straordinaria bellezza e ci mostrano come il Guercino giocasse con grande maestria con la luce: sono dipinti come se illuminati dalla luce del camino, un tempo presente al centro di una parete della stanza. Un particolare, questo della pittura del Guercino, che sbalordì anche il suo massimo conoscitore, Sir Denis Mahon».
L’IDEA
Un lavoro importante, quello in corso sugli affreschi del Guercino, che punta ad avere una decisa evoluzione: «In attesa di avere dagli esperti le prime significative rivelazioni che emergono dalla campagna di diagnostica sugli affreschi, il Centro studi – riferisce Amelio – ha proposto al Comune di Cento la realizzazione del Museo dell’Affresco alla Rocca. Abbiamo 62 affreschi del Guercino, in parte già a Cento, altri custoditi all’Art Defender di Bologna e a Palazzo Ducale di Sassuolo: perché non esporli e realizzare il primo Museo dell’Affresco in Italia, non solo del Guercino. Un luogo espositivo nella Rocca, alternativo alla Pinacoteca, dove fare cultura e didattica. E tutto con la supervisione e il supporto dell’eccellente comitato scientifico che guida il Centro studi, formato dal gotha degli studi guerciniani: Barbara Ghelfi (Dipartimento Beni Culturali dell’Università di Bologna), Joanna Kilian, (curatrice Museo Nazionale di Varsavia), Daniele Benati (Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna), David Ekserdjian (Fondazione “Sir Denis Mahon” di Londra), David Stone (Dipartimento di Storia dell’Arte dell’Università di Delaware Usa) e Shinsuke Watanabe (curatore Museo Nazionale di Arte Occidentale di Tokyo). Un Comitato di grande valore, capace di tradurre quanto si sta facendo in uno studio approfondito, in una conoscenza sul Guercino che diventi traccia permanente nella storia dell’arte e sia fruibile a tutto il mondo scientifico».
Già promotore di 30 conferenze, due convegni e otto mostre, il Centro studi internazionale ha realizzato il progetto scientifico che sta alla base della nuova esposizione “Il Guercino e la sua scuola”, che si terrà a Cento fra settembre e dicembre nella Pinacoteca civica San Lorenzo, organizzata dal Comune di Cento in collaborazione con Cmv Servizi. —
Beatrice Barberini
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