Legambiente ai candidati: «Stop al consumo di suolo»
COMACCHIO
Guardando alle elezioni amministrative del 20 e 21 settembre, il circolo Legambiente formula alcune proposte e interroga i candidati. «Chiediamo un impegno nella condivisione di valori e preoccupazioni riferite alle problematiche ambientali che questo fragile territorio, a motivo dei cambiamenti climatici ed anche a causa di politiche ambientali non adeguatamente realizzate, continua a subire l’abbandono e il degrado», spiega l’associazione ambientalista.
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Dieci i punti sollevati da Legambiente: si va dai trasporti agli investimenti sostenibili, dal consumo di suolo alla pesca, terminando la lista con il ripristino della democrazia partecipativa.
«Non è certo una novità, quanto andiamo evidenziando da decenni – sostiene l’associazione guidata da Marino Rizzati –. I cambiamenti climatici stanno condizionando tutte le scelte economiche e sociali di tutti gli organi decisionali, dall’Europa ai piccoli Enti o imprenditori di piccole e grandi aziende locali. La politica per la gestione dell’industria turistica sul nostro territorio non ha carattere. Il turismo locale vive di una generica proposta».
Approfondendo proprio questo tema, secondo Legambiente, «ogni 5 anni il turismo della costa crolla e deve ridefinirsi, una crisi strutturale di identità che scarica i costi sull’amministrazione e sulla Regione Emilia-Romagna. Gli operatori devono diventare imprenditori e valorizzare gli aspetti caratteristici della costa. Oggi la costa viene sfruttata e consumata. È necessario un cambio di valutazione e di valori», chiede l’associazione rivolgendosi ai candidati alle prossime elezioni amministrative nella città lagunare.
C’è un cruccio sopra tutti gli altri: «È necessario – sottolinea Legambiente – fermare il consumo di suolo e la relativa cementificazione per preservare l’unicità di questo territorio: Le valli salmastre, gli ambienti umidi della costa, le Saline, le Pinete, i boschi ancora esistenti, la spiaggia, il centro storico, i prodotti agricoli, artigianali, la pesca in mare e l’accoglienza turistica sono da tutelare». —
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