Restyling a Santa Maria in Vado Partiti i lavori all’ex convento
Il rifacimento dell’antica struttura per 1,7 milioni dopo un’accurata ricerca storica Si opera in prossimità dell’importante anniversario del miracolo eucaristico
Sono partiti i lavori per il restauro del convento nell’ex chiostro della basilica di Santa Maria in Vado nel lato di Borgovado.
Il bando di gara si era concluso lo scorso febbraio, al termine di un iter procedurale complesso, praticamente iniziato dopo il terremoto del 2012, che ha visto anche un prezioso lavoro di ricerca storica e che ha portato alla luce anche nuovi affreschi e strutture risalenti ai secoli precedenti.
Ad aggiudicarsi l’appalto è stata la ditta “Ahrcos” di Bologna, per un importo di quasi 1milione e 700mila euro.
Si tratta di un lavoro importante per recuperare un’area storica della nostra città e che conserva una lunga storia. Tra l’altro si lavora in prossimità di un’importante scadenza per la basilica di Santa Maria in Vado visto che il prossimo anno ricorrerà l’850º anniversario dal miracolo del preziosissimo sangue e dove sono in programma celebrazioni per ricordare l’evento con un biennio eucaristico.
Attualmente si sta lavorando allo storico scalone monumentale e all’interno delle ex sale conventuali per il completo recupero della struttura.
L’architetto Paola Rossi, con la consulenza dell’architetto Andrea Malacarne, ha compiuto in questi anni una grande ricerca storica sul convento di Santa Maria in Vado per avere maggiori conoscenze delle varie trasformazioni avvenute nel corso dei secoli.
Ecco quindi che si parte dalla chiesa primitiva e dal monastero alle origini prima del 1473. C’è poi la fase dell’arrivo dei canonici regolari di S. Agostino(1474-1495).
Si passa al periodo 1495-1518 con la nuova chiesa e il monastero. Si sono susseguiti poi interventi tra il XVI e XVII secolo anche perché in questo periodo c’è stato il devastante terremoto del 1570. Trasformazioni importanti sono arrivate poi nel Settecento. Con l’epopea di Napoleone il convento fu trasformato in caserma tra il 1801-1836. Nel 1848 (in tarda epoca Pontificia) il monastero si trasforma nel Pio Istituto degli asili d’infanzia di Ferrara. La nuova Santa Maria in Vado, che è anche quella attuale, parte dal 1930 e arriva agli anni Duemila con la presenza dei missionari di San Gaspare. Dopo la parentesi della gestione di Familia Christi, la parrocchia ora è entrata a far parte dall’unità pastorale di Borgovado, che comprende anche Santa Francesca Romana, Madonnina e San Gregorio. Il monastero fino al giorno del terremoto ospitava palestre, stanze per le attività parrocchiale e i locali dell’omonima contrada gialloviola. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
