Taglio di alberi lungo il Cavo La protesta arriva in Regione
Ieri pausa nell’intervento per la pulizia degli argini Una residente: riusciti per ora a salvare parte delle piante E il M5s critica l’operazione
BONDENO
Decine di alberi tagliati lungo le rive del Cavo Napoleonico a Bondeno, un intervento disposto dalla Regione con la motivazione di pulire gli argini di un canale che è utilizzato, sempre più di frequente come scolmatore del Reno.
È ciò che è avvenuto nei giorni scorsi, sollevando le proteste di alcuni residenti, decisi a scongiurare quello che credono sia un taglio sconsiderato. «Siamo riusciti a salvare parte degli alberi – spiega Ippolita Franciosi –. Non so se riprenderanno, intanto oggi (ieri; ndr) ho contattato la Regione facendo presente come la zona del Cavo Napoleonico sia un Sito Natura 2000 dove la biodiversità va protetta. Dovrebbero limitarsi a tagliare gli alberi realmente malati e già sradicati, invece hanno “fatto legna”. Pare poi – continua la cittadina – che questo sia un argine che non riesce a trattenere le acque, creando così dei fontanazzi: mi piacerebbe approfondire la cosa».
IL M5S IN REGIONE. «uno scempio»
Sull’intervento bondenese si è fatto sentire in Regione il M5s. «Quello che sta accadendo lungo il Cavo Napoleonico è l’ennesimo scempio naturalistico approvato dalla Regione – dice la capogruppo Silvia Piccinini –. Un taglio di alberi sani che in Emilia-Romagna sembra essere diventata la regola visto che in questi anni abbiamo assistito a decine di questi casi. Con la scusa della pulizia dei corsi d’acqua si dà il via al taglio indiscriminato di vegetazione sana il cui sfalcio provoca più danni che benefici e fa gli interessi solo delle società che effettuano i lavori». Per l’esponente del M5s, «le nuove iniziative green della Regione, come quelle di piantare 4,5 milioni di alberi, saranno destinate ad essere solo propaganda se si continua a permettere scempi come quello di Bondeno – aggiunge Silvia Piccinini –. Dal Monte Capra alle rive del Santerno, sono decine i casi che in questi anni abbiamo denunciato per far sì che le regole del taglio della vegetazione lungo i corsi dei fiumi e per la sicurezza idraulica venissero cambiate ma fino ad oggi nulla è accaduto». —
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