La Nuova Ferrara

Ferrara

bondeno 

Taglio di alberi lungo il Cavo La protesta arriva in Regione

Taglio di alberi lungo il Cavo La protesta arriva in Regione

Ieri pausa nell’intervento  per la pulizia degli argini Una residente: riusciti per ora a salvare parte delle piante E il M5s critica l’operazione

2 MINUTI DI LETTURA





BONDENO

Decine di alberi tagliati lungo le rive del Cavo Napoleonico a Bondeno, un intervento disposto dalla Regione con la motivazione di pulire gli argini di un canale che è utilizzato, sempre più di frequente come scolmatore del Reno.

È ciò che è avvenuto nei giorni scorsi, sollevando le proteste di alcuni residenti, decisi a scongiurare quello che credono sia un taglio sconsiderato. «Siamo riusciti a salvare parte degli alberi – spiega Ippolita Franciosi –. Non so se riprenderanno, intanto oggi (ieri; ndr) ho contattato la Regione facendo presente come la zona del Cavo Napoleonico sia un Sito Natura 2000 dove la biodiversità va protetta. Dovrebbero limitarsi a tagliare gli alberi realmente malati e già sradicati, invece hanno “fatto legna”. Pare poi – continua la cittadina – che questo sia un argine che non riesce a trattenere le acque, creando così dei fontanazzi: mi piacerebbe approfondire la cosa».

IL M5S IN REGIONE. «uno scempio»

Sull’intervento bondenese si è fatto sentire in Regione il M5s. «Quello che sta accadendo lungo il Cavo Napoleonico è l’ennesimo scempio naturalistico approvato dalla Regione – dice la capogruppo Silvia Piccinini –. Un taglio di alberi sani che in Emilia-Romagna sembra essere diventata la regola visto che in questi anni abbiamo assistito a decine di questi casi. Con la scusa della pulizia dei corsi d’acqua si dà il via al taglio indiscriminato di vegetazione sana il cui sfalcio provoca più danni che benefici e fa gli interessi solo delle società che effettuano i lavori». Per l’esponente del M5s, «le nuove iniziative green della Regione, come quelle di piantare 4,5 milioni di alberi, saranno destinate ad essere solo propaganda se si continua a permettere scempi come quello di Bondeno – aggiunge Silvia Piccinini –. Dal Monte Capra alle rive del Santerno, sono decine i casi che in questi anni abbiamo denunciato per far sì che le regole del taglio della vegetazione lungo i corsi dei fiumi e per la sicurezza idraulica venissero cambiate ma fino ad oggi nulla è accaduto». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google