Donna morta a Pontedera Il ricordo: viveva per la famiglia
Cordoglio per la 60enne deceduta nell’incidente sulla superstrada in Toscana «Dopo anni di impegno per il volley ora potevano godersi i loro due nipotini»
PORTOMAGGIORE
Profondo il cordoglio nella comunità portuense per la morte di Cinzia Zanardi, la 60enne ex commessa della Coop e poi al fianco del marito nell’azienda di famiglia, morta mercoledì pomeriggio in un incidente stradale sulla superstrada Pisa-Firenze, all’altezza di Pontedera. Un impatto tremendo con la donna morta sul colpo, proprio a fianco del marito Massimo Felloni, 63 anni, ancora ricoverato all’ospedale Lotti di Pontedera, ma per fortuna le sue condizioni non sono gravi. La coppia era molto nota soprattutto per l’impegno nella pallavolo, con Felloni presidente per una quindicina d’anni del Team Volley e il figlio Matteo ancora pilastro della squadra militante in A3. Ieri il figlio, tornato d’urgenza dalle ferie con la moglie e i due bimbi piccoli, ha raggiunto il padre nella cittadina toscana.
il ricordo
«Cinzia era una moglie, una mamma e una nonna. Per la famiglia lei c’era sempre». A parlare è un amico di Matteo, uno dei tanti che in queste ore ha espresso il proprio cordoglio al giovane.
«Io, Massimo e le nostre mogli eravamo una grande famiglia - racconta Massimo Gallerani, ex vicepresidente del Team Volley e poi suo successore alla guida del club fino al 2019 -; l’avevo convinto io nel 2001 a entrare in società. Io era già appassionato di pallavolo, mentre i nostri figli giocavano: è bastato poco, Massimo è entrato di getto nel progetto nella veste di presidente e dal 2001 al 2016 siamo riusciti a portare la squadra dalla Prima Divisione alla serie B. Ma attenzione, non lo facevamo solo per i figli, per noi era fondamentale l’aspetto sociale. E Cinzia, come mia moglie, era sempre con noi, alle partite, alle riunioni e soprattutto alle cene, dove era la più allegra, sempre pronta a cacciare battute. Andati in pensione da un anno, finalmente si potevano godere la vita e in particolare i loro amati nipotini. Massimo per ragioni di lavoro ha lasciato la società nel 2016, io nel 2019, ma credo che una parte del merito dell’attuale salita in A3 sia anche di Felloni. Se l’ho chiamato? No, ovvio. Ma ricordo quando crollò il tetto del palasport, fu un momento durissimo ma una volta che ci fummo guardati negli occhi ripartimmo con la solita forza. Non vedo l’ora di poterlo rivedere negli occhi...».
Ora si attendono il ritorno di Felloni e del corpo della moglie da Pontedera per fissare la data dei funerali. A Matteo è arrivato anche il messaggio da parte dell’attuale dirigenza del Team Volley: «La prima vittoria in A3 la dedicheremo a Cinzia e alla sua famiglia», ci confida commosso il presidente Claudio Saugo. —
d.b.
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