Esternalizzazioni, dietro front del sindaco Gobetti e Mongolfiera a gestione diretta
Nel muro contro muro i sindacati la spuntano: oggi la comunicazione ufficiale. Fabbri: togliamo l’ansia ai cittadini
Sono da poco passate le 18.30 quando, al termine di una giornata in cui i sindacati non erano arretrati di un millimetro sulla vertenza-esternalizzazioni, ieri il sindaco Fabbri ha comunicato il dietro front dell’amministrazione: l’annunciata privatizzazione delle scuole d’infanzia Gobetti e La Mongolfiera, almeno per ora, non si farà.
La comunicazione
«Su un tema importante come la scuola, in un momento delicato come quello che stiamo vivendo, la condivisione deve essere la più ampia possibile e non si può lasciare il minimo spazio alle strumentalizzazioni», scrive Fabbri, imputando poi «ai tempi ristrettissimi» e al «governo irresponsabile», le difficoltà delle amministrazioni a «gestire uno degli aspetti più delicati della vita delle famiglie, mentre è proprio alle famiglie, già provate dai mesi di emergenza, che dobbiamo garantire certezze e risposte concrete».
L’esternalizzazione delle due scuole, prosegue il sindaco, «andava in questa direzione», ma il percorso «è stato, tuttavia, condizionato nei tempi e nei modi dall’emergenza, in qualche caso da posizioni ideologiche, e per questo rischia di diventare ulteriore elemento di ansia per i cittadini. È dunque con senso di responsabilità che rinviamo a un momento meno concitato l’avvio di un confronto condiviso che porti tutti i soggetti a convergere su un nuovo modello gestionale dei servizi educativi che tenga insieme le diverse esigenze mantenendo in primo piano l’aspetto più importante: il benessere dei bambini, che sono il nostro futuro».
Le maestre
Insomma si torna indietro: Gobetti e La Mongolfiera restano in gestione diretta; proprio questa mattina i sindacati saranno convocati per la comunicazione ufficiale, mentre le maestre che proprio ieri si erano affrettate a scegliere in corsa la nuova destinazione resteranno al loro posto, e saranno integrate con altre nove.
I sindacati della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil fin da subito avevano fatto scudo contro la decisione del Comune. In mattinata i rappresentanti dei lavoratori erano stati convocati d’urgenza dall’assessore alla pubblica istruzione Dorota Kusiak, e avevano di nuovo messo in chiaro che avrebbero disertato l’incontro del pomeriggio per firmare il protocollo sanitario, indispensabile per la riapertura, il 7 settembre, delle scuole zero-sei anni. «Finché non sarà cancellato il processo di esternalizzazione», avevano ribadito, «le relazioni sindacali con il Comune sono interrotte». Kusiak aveva preso atto, facendo prevedere una situazione di stallo. Poi, qualche ora dopo, la svolta. —
A.M.
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