Il Torrione del Barco deturpato da siringhe, sterpi e rifiuti
Il bastione vicino a via Canapa versa in condizioni di degrado Voluto da Biagio Rossetti è stato anche anfiteatro per concerti
il caso
Da casamatta degli Estensi a rifugio notturno per senzatetto. Una triste parabola quella del Torrione del Barco, fortificazione delle Mura cittadine ideata dall’architetto Biagio Rossetti che ne volle fare il bastione più esteso dell’intera cinta. Il sopralluogo di ieri ha purtroppo confermato le precarie condizioni e il rischio di un degrado incipiente protagonista, tra l’altro, di un duello social tra chi denuncia da giorni il fatto e il vicesindaco Nicola Lodi. E pensare che nell’anfiteatro naturale, con la volta della casamatta a regalare una straordinaria acustica, fino a pochi anni fa si svolgevano concerti serali che richiamavano un folto pubblico. Oggi il magnifico manufatto, la cui costruzione terminò nel 1495, è un coacervo di sporcizia, e non solo. Siringhe gettate negli angoli dell’edificio, bottiglie di vetro ovunque, resti di improvvisati “picnic”, deiezioni umane dentro la casamatta e sulle scale, rifiuti, sporcizia di vario genere. E, come ovvia conseguenza, un odore nauseabondo che la fa da padrone in tutta la zona. I pochi che guardano e che si rendono conto del misfatto sono coloro che a piedi percorrono le nostre meravigliose Mura.
Ma la paura di incontrare qualche balordo li tiene lontani dalla pancia del Torrione. Ogni luogo fa storia a sé, ma quando si sosteneva che per bonificare una zona a rischio degrado occorre farla rivivere, vedi il caso del quartiere Gad e delle cure alle quali è sottoposto che vanno proprio in questa direzione (i concerti, appunto), molto probabilmente il concetto ora dovrebbe essere riproposto per salvare questo splendido cinquecentesco gioiello di Ferrara, uno dei tanti, che guarda verso via della Canapa.
Di certo serve un intervento immediato di pulizia vera e propria e, se possibile, quel minimo di sorveglianza notturna in grado di preservare in buone condizioni un bene storico così prezioso. Un intervento doveroso. Soprattutto per il rispetto che meritano le nostre Mura, silenziosa fortificazione di una Ferrara perduta. —
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