La protesta: semaforo nascosto dall’armadio per la fibra ottica
Problemi all’incrocio tra via Pasta e via Rondona per i veicoli e per i pedoni La società rimedia e presenta un progetto alternativo
VIGARANO MAINARDA
La posa della fibra ottica, avvenuta recentemente da parte di Telecom, per i tanti servizi che può fornire è stata accolta con favore in paese. Ma nel contempo sono nate anche proteste per come e dove sono stati posizionati alcuni armadietti delle centraline.
Il caso più “chiacchierato” è quello sull’incrocio di via Pasta con via Rondona, dove il voluminoso armadio metallico, alto oltre due metri, è stato installato quasi a ridosso del semaforo, rendendo difficile per gli automobilisti vedere la sequenza del cambio dei colori. Inoltre la struttura occupa metà del marciapiede rendendo problematico il passaggio dei pedoni e dei disabili, che invece del marciapiede sono costretti a utilizzare la sede stradale proprio in prossimità dell’incrocio, con tutti i rischi che ne derivano.
LE PROTESTE
Sono scattate le prime proteste e Telecom per rendere più visibile il semaforo ha fatto un primo momentaneo intervento adattando l’armadietto al livello delle staffe, ora sporge più verso la strada, in attesa di un intervento definitivo.
«Telecom ha presentato all’ufficio tecnico comunale - spiega l’assessore Agnese De Michele - un progetto per un nuovo armadietto, da collocare di fianco al semaforo: per loro sarebbe l’unica soluzione per risolvere il problema».
LE VALUTAZIONI
In pratica si dovrà smontare l’attuale armadietto e sistemarlo in un’altra posizione.
L’auspicio è che gli organi competenti a rilasciare i permessi, per la nuova installazione dell’armadio-centralina, valutino con attenzione che oltre alla visibilità del semaforo venga anche salvaguardato il marciapiede, che deve restare completamente libero per garantire il regolare transito di pedoni e portatori di handicap. Perché a questo servono i marciapiedi e non certamente per posizionarvi armadietti o centraline.
L’incrocio interessato è molto pericoloso, perché molto transitato, e anche recentemente è stato teatro di gravi incidenti stradali. —
GIULIANO BARBIERI
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