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Critiche al parco “Aldrovandi” «Altri compaesani meritevoli»

Davide Bonesi
Critiche al parco “Aldrovandi” «Altri compaesani meritevoli»

Incontro pubblico in paese con il sindaco e la giunta per discutere l’intitolazione Raccolte 120 firme per proporre alternative, a partire dal dottor Biagioli e Verri

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OSPITAL M.

“Con la presente i sottoelencati cittadini sono a porre alla vostra attenzione la proposta di intitolare alcuni luoghi pubblici di Ospital Monacale a persone che siano vissute nel paese e/o abbiano lasciato un segno indelebile, di importanza per il bene comune. La presente a seguito dell’aver appreso dagli organi di stampa l’avvenuta approvazione qualche tempo fa in giunta comunale dell’intitolazione del parco situato tra via Bellini e via Zenzalino (a Federico Aldrovandi; ndr). Non si entra nel merito della scelta di giunta, se non per ribadire che è volontà dei firmatari quella di rispettare il requisito di titolazione a figure che abbiano un nesso con la comunità di Ospital Monacale. A queste considerazioni, aggiungiamo che la decisione che tutti noi abbiamo appreso non dal nostro Comune, sta causando non poco malessere sociale, in quanto apparentemente imposta dalla giunta. Per i suddetti motivi chiediamo che la giunta riveda quanto già deliberato e possa prendere in considerazione le sottostanti proposte”. Questo il documento che corredato di 120 firme è stato inviato al sindaco Andrea Baldini, alla giunta e alla Rpc della frazione argentana, poi discusso l’altra sera in un incontro pubblico, alla presenza del sindaco e dell’intera giunta.



Il nome della persona a cui sarà intitolato il parco non è citato, ma da delibera del Comune (con l’ok dell’Unione Valli e Delizie) dello scorso febbraio si sa che si tratta di Federico Aldrovandi, il ragazzo morto a soli 18 annidurante un intervento di polizia in via Ippodromo a Ferrara la notte del 25 settembre 2005. Il parco è un’area di circa 16 ettari: ulteriore legame fra Aldrovandi e l’Argentano è che il padre Lino ha prima lavorato in Comune ed ora è passato proprio a Valli e Delizie.

In realtà la richiesta, partita proprio da un gruppo di cittadini della frazione, è più vecchia, «ma inizialmente fu detto no - spiega il sindaco -, perché non erano ancora passati dieci anni dalla morte di Federico. Ora ci è stato ricordato che i dieci anni sono passati, così abbiamo vagliato e approvato la proposta. Perché non va dimenticato che non solo di Federico se ne è parlato in tutto il Paese, ma suo padre lavora da trent’anni sul nostro territorio».



A farsi portavoce dei firmatari è Isabetta Gomedi, nell’ultima legislatura assessore al decentramento: «Noi non contestiamo l’iter burocratico, legittimo, e neppure il nome. Solo ci domandiamo perché non ci sia stato confronto, perché non si sia coinvolta la Rpc su questo tema, magari facendo un incontro pubblico, come quello voluto dall’amministrazione giovedì sera in paese. Riteniamo che questo sia un tema popolare, da discutere con tutti, così come pensiamo che in paese ci siano state tante figure importanti, che meritano di essere celebrati».

«Non capisco - ribatte Baldini -, quale sia il problema di intitolare il parco ad Aldrovandi, sapendo che vi sono altri spazi da poter dedicare alle persone proposte dai cittadini. E allo stesso modo perché non ci è stato chiesto prima di ricordare queste persone del paese? A noi non sono arrivate proposte e voglio ricordare che la Rpc è organo consultivo, infatti ho spiegato ai cittadini presenti all’incontro la procedura».



Come precisato anche nel documento inviato a sindaco, giunta e Rpc, i firmatari hanno proposto cinque persone a cui intitolare altre aree della frazione, dal dottor Enrico Biagioli a Valerio Verri (guardia ecologica uccisa da Igor) e Nella Lodi (attiva nel sociale), fino al farmacista Cacciatori ed al maestro Mazzanti, dopo aver ottenuto il sì da tutti i familiari di queste persone. «Già nel corso dell’incontro - aggiunge l’ex assessore Gomedi - abbiamo avanzato questi nomi al sindaco, che però non si è espresso. Ma abbiamo richiesto una risposta scritta alla nostra lettera».

«Non sono io a dovermi esprimere - dice Baldini -, a parte le persone morte da meno di dieci anni per le quali serve una deroga speciale prima di intitolar loro una via o altro, per le altre proposte ho spiegato il da farsi. In ogni caso, l’incontro è stato come sempre utile, ma di recente avevo tenuto un trebbo a Ospital Monacale parlando anche del parco e nessuno aveva espresso dubbi...». —





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