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Produzione a rischio, prezzi da “scarto” 

Maculatura bruna e gelate I produttori di pere chiedono aiuto al ministro

Maculatura bruna e gelate I produttori di pere chiedono aiuto al ministro

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il caso

La crisi delle pere ferraresi, a partire dall’Abate, rischia d’incidere profondamente sugli equilibri della frutticoltura locale. Così, mentre da una parte la Regione fa da tramite con il ministro Teresa Bellanova, in particolare per i problemi causati dalla maculatura bruna, dall’altra il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, si presta come testimonial per i produttori in difficoltà. La questione posta riguarda nello specifico la pera Abate, regina della nostra frutticoltura con il 70% della produzione regionale, che a causa di una gelata tardo-primaverile mostra in una quota significativa dei frutti una “cerchiatura” bruna alla base. Questo effetto, «del tutto naturale, che non influisce sulla qualità, la genuinità e la bontà della nostra pera», dice il sindaco estense, che viene da una famiglia di agricoltori bondenesi, sta spingendo gli acquirenti a prezzare come scarti i frutti colpiti. Un danno letale per i produttori, di qui l’appello di Fabbri, rivolto a «consumatori e grande distribuzione: non fatevi ingannare dall’apparenza, se volete acquistare un prodotto eccellente avete la garanzia di trovarlo nella nostra pera Abate».

È la maculatura bruna, però, a guastare realmente i raccolti. Danni particolarmente gravi vengono segnalati, oltre che nel Ferrarese, anche a Modena e, in misura inferiore, a Bologna e Ravenna. «Servono iniziative da mettere in campo urgentemente - ha detto l’assessore Alessio Mammi - in attesa che si possa avere più conoscenze sugli elementi scatenanti di questo anomalo sviluppo di marciumi». La Regione promette aiuti e investimenti nella ricerca, convocando un tavolo con i produttori. Al ministro Bellanova è stata inoltrata la richiesta di «venire nella nostra regione per un confronto sullo stato della frutticoltura. C’è bisogno che le istituzioni regionali e nazionali lavorino in sinergia per proporre soluzioni condivise anche in sede Ue».

Meno preoccupazioni suscita al momento la cimice asiatica. —

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