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Gli interventi di prefetto e questore 

«Non possono esistere zone franche a Ferrara»

«Non possono esistere zone franche a Ferrara»

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L’ultimatum

«Nella città di Ferrara non devono esistere zone franche dove l’illegalità si contrappone alle regole del vivere civile e alla sicurezza dei cittadini»: un principio che il questore Cesare Capocasa lo ribadisce da tempo, diventato il motore dei servizi martellanti svolti dalla Polizia in zona Gad dal febbraio scorso e poi spostati, non a caso, nella zona di via Scalambra e nella ex distilleria di via Turchi. «Servizi svolti e predisposti che continueranno ad essere effettuati per dimostrare in maniera decisa e rigorosa che non vi sono contesti territoriali sottratti alla legge».

Del resto è proprio grazie a questi monitoraggi della zona di via Scalambra che il questore ha potuto segnalare al Prefetto Michele Campanaro l’urgenza dei lavori necessari per la messa in sicurezza delle aree per bloccare le forme di criminalità diffusa, accelerando di fatto l’avvio del processo di bonifica rimasto nel frattempo sui tavoli. Bonifica che ora è diventata concreta con l’ordinanza del sindaco Fabbri che ribadisce assieme al vicesindaco e assessore sicurezza Nicola Lodi: «Con questa ordinanza diamo corso alle richieste dei cittadini di via Scalambra che ci hanno segnalato una situazione insostenibile, ben verificata dall’amministrazione insieme alle Forze dell’Ordine».

E dopo l’ultimatum amministrativo-giudiziario (l’ordinanza) cosa si prospetta in caso di inadempienza degli obblighi della proprietà? «Terminati i 10 giorni previsti nell’ordinanza – spiegano dal Comune – se la società non avrà ottemperato, siamo già pronti, con costi a carico dei titolari, per procedere con interventi di illuminazione, sfalcio e messa in sicurezza di una zona ormai pericolosa». –

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