Personale scolastico: nove in più a plesso
Il Ministero dell’Istruzione stanzia altri 55 milioni di euro per l’Emilia Romagna, in aggiunta ai 65 milioni già erogati con la prima distribuzione. Ma, a poco più di due settimane dall’apertura dell’anno scolastico che coinvolgerà in Emilia Romagna 550.000 studenti e 80.000 unità di personale tra docenti e Ata, i sindacati regionali del comparto di Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda ribadiscono che i conti non tornano. I 120 milioni di euro complessivi si tradurranno in circa 5.000 posti in più che, diviso per le 530 scuole della regione diventano 9,5 unità in più per ciascun istituto. «Una vera inezia, inadeguata a rispondere alle esigenze più volte da noi denunciate. Tra l’altro, cosa molto grave, a oggi non abbiamo neppure contezza di quanto è stato richiesto dalle scuole e come e quando saranno distribuite queste risorse. Si tratta di posti di personale a tempo: ciò vuol dire che se le condizioni sanitarie peggioreranno fino a determinare la chiusura della scuola, scatteranno i licenziamenti».
Altro punto critico, i trasporti. «In attesa di conoscere le decisioni nazionali, ribadiamo che vanno aumentate le corse, effettuati gli scaglionamenti negli ingressi, salvaguardate le regole del distanziamento ed effettuati i controlli sui mezzi - sottolineano i sindacati - La ripartenza in sicurezza passa attraverso il rigoroso rispetto delle regole e non dal loro aggiramento o addirittura da loro adeguamento alle condizioni date. Troppo facile». Il rischio è il riesplodere dei contagi. —
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