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Bondeno punta a riqualificare patrimonio e cultura rurale

Bondeno punta a riqualificare patrimonio e cultura rurale

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BONDENO

Il patrimonio rurale del territorio versa, in molte circostanze, in condizioni precarie, a causa del sisma del 2012 e della tendenza a spostarsi nei centri urbani.

In continuità con le politiche di riqualificazione di mansarde, sottotetti e locali promossa dal Comune nel corso degli anni 2000, già richiamate anche da un parere del Comitato Tecnico scientifico della Regione Emilia-Romagna di alcuni anni fa, la proposta è ora quella di promuovere con incentivi il loro recupero.

PATRIMONIO CULTURALE

«Il patrimonio rurale ha un valore storico e paesaggistico indiscusso – indica la direzione di marcia dell’amministrazione il sindaco Simone Saletti – ma si tratta di un’eredità di cultura destinata a sparire se non ci saranno adeguati strumenti di supporto che invoglino le persone a ristrutturare e riutilizzare tali edifici».

La riqualificazione di immobili rurali, antichi casali, corti coloniche, come via alternativa, «potrebbe essere un modo per evitare lo spopolamento delle periferie, delle frazioni e delle campagne. Al tempo stesso, è una misura che (come prevedono già le indicazioni arrivate dalla Regione e dall’Unione Europea) possono contribuire a limitare l’ulteriore consumo di suolo e l’espansione del territorio edificato, salvaguardando al tempo stesso un patrimonio identitario e storico-culturale a rischio di sparizione».

EDIFICI STORICI

La questione viene seguita in Regione: nell’ambito del precedente Piano di Sviluppo Rurale «numerose realtà regionali hanno legiferato nell’ambito della riqualificazione di edifici storici-rurali, relativamente a immobili privati e pubblici a gestione privata, di interesse artistico, storico e archeologico o che rivestono un interesse sotto il profilo paesaggistico e che sono espressione della storia, dell'arte e della cultura del territorio regionale», riferisce il consigliere regionale della Lega, Fabio Bergamini. Senza contare «i vari siti che si caratterizzano per il loro interesse sotto il profilo della fruizione culturale pubblica. Intendiamo lavorare a strumenti che siano in grado di intercettare finanziamenti regionali, nazionali ed europei finalizzati ad interventi di restauro e di valorizzazione del patrimonio culturale». —

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