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Nel ferrarese 

I danni delle nutrie La Regione chiede l’aiuto del Governo

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Sui danni provocati dagli animali selvatici, nutrie in particolare, la Regione chiede aiuto al Governo. L’assessore all’agricoltura Alessio Mammi ha scritto al ministro dell’ambiente Sergio Costa, con tre richieste urgenti: un piano nazionale della nutria e una strategia complessiva per le cosiddette specie “fossorie” (nutrie, volpi, tassi e istrici), oltre a misure per il lupo e gli ungulati, adeguate risorse per sostenere le azioni preventive e di contenimento e, infine, un confronto ad hoc tra istituzioni in sede di conferenza stato-regioni. Per quanto riguarda le nutrie, Mammi precisa che «nonostante l’intensa attività condotta dai comandi di polizia provinciale, in particolare nella provincia di Ferrara dove il problema è più sentito, non è stato possibile in questi anni superare le criticità dovute alla presenza della specie, che non riguardano solo gli ingenti danni alle coltivazioni agricole, non più risarcibili a seguito dell’esclusione della specie dalla fauna selvatica oggetto della legge n. 157/92, ma anche gli smottamenti delle carraie interpoderali prospicenti ai corsi d’acqua, con casi di ribaltamenti di trattori agricoli, nonché il cedimento delle carreggiate stradali e altri pericoli per la circolazione e la pubblica incolumità». I piani di limitazione, secondo la regione, si sono infatti rivelati insufficienti ad affrontare il problema in modo risolutivo. «Il rischio idrogeologico in un territorio come quello regionale – continua l’assessore - e ancor di più nel ferrarese che per il 44% è collocato sotto il livello del mare, viene continuamente amplificato dalla frequenza e profondità delle tane scavate sugli argini». —

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