L’antica Spina come un tempo Viaggio indietro nella storia
Seguendo gli indizi di scavi archeologici si ricostruiscono due grandi abitazioni Sabato e domenica in programma visite guidate nell’area in completamento
comacchio
Lo scorso anno il Comune di Comacchio ha siglato un accordo per la valorizzazione e lo studio del territorio deltizio. La sinergia tra la Soprintendenza regionale e le Università di Ferrara, Bologna e Venezia si è concretizzata nell’ambito del progetto Value, finanziato dal programma Interreg Italia-Croazia.
Il progetto permetterà, per la prima volta, di apprezzare dal vivo quella che un tempo doveva essere Spina. Si potrà infatti passeggiare tra due grandi abitazioni, in scala reale, interamente realizzate in legno e canne palustri, edificate seguendo gli indizi offerti dalle indagini archeologiche, mostrando così quello che nell’antica città giace oggi sepolto sotto 4 metri di terra e di storia.
Il punto scelto dagli esperti per ricreare queste installazioni museali non è casuale. Il paesaggio che oggi si apprezza visitando le Valli di Comacchio, si avvicina molto all’ambiente che 2500 anni fa un greco o un etrusco potevano ammirare visitando il grande emporio spinetico. Inoltre, l’attrattiva delle Valli, con un pubblico annuale che si aggira attorno alle 35mila presenze, potrà fungere da attrattore per il Museo Delta Antico. Non appena il Parco sarà ultimato, il percorso di visita per le Valli inizierà proprio attraversando questa installazione, per trasportare i turisti in un viaggio nel tempo.
le Viste guidate del weekend
Nel pomeriggio di sabato (dalle 15 alle 19) e nella giornata di domenica (dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19) sarà possibile effettuare una visita al sito di Stazione Foce, nei pressi dell’imbarco per i tour nelle Valli, dove il Comune, in collaborazione con il Dipartimento Storia, Culture e Civiltà dell’Università di Bologna, sta allestendo una grandiosa installazione museale che intende offrire uno spaccato dell’antica città di Spina.
L’area è in fase di completamento e quindi le strutture non sono ancora terminate. È proprio in questo momento però che sarà possibile osservare particolari strutturali e tecnici che difficilmente saranno visibili in futuro in quanto ricoperti dal tetto in canne e dalle pareti in graticcio. Sarà quindi una bella occasione per vedere da vicino come un progetto di archeologia sperimentale può ricreare quello che oggi non è difficilmente apprezzabile nel vero sito archeologico.
Previa prenotazione (centralino del Museo Delta Antico, 0533.311316), gli interessati potranno osservare da vicino queste installazioni, interamente realizzate in legno e farsi un’idea di quali erano le abitazioni in cui vivevano gli antichi spineti. I gruppi, organizzati in un massimo di venti persone, saranno accompagnati dallo stesso progettista, Antonio Gottarelli, ideatore del progetto ed etruscologo dell’Università di Bologna. In osservanza dei protocolli anti-contagio i partecipanti dovranno obbligatoriamente indossare la mascherina e compilare l’apposito modulo per la rintracciabilità che verrà consegnato loro all’ingresso.
Nuove ricerche archeologiche
Il progetto Value, dopo la battuta d’arresto imposta dallo stato di emergenza sanitaria, presenta altre significative azioni dedicate all’archeologia. Si intraprenderanno nuove campagne di ricerca per approfondire temi storico-archeologici non ancora del tutto svelati. Grazie alle moderne tecnologie di prospezione geofisica l’ateneo bolognese studierà la struttura dell’abitato antico di Spina e del territorio che lo circondava. Verranno effettuate, inoltre, sia riprese dall’alto che ricognizioni a terra alla ricerca di nuovi indizi archeologici tra Valle Pega, Trebba e Mezzano. —
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