Danni da maltempo e assicurazioni «La Regione aiuti»
PONTE RODONI
Tutti concordi sulla necessità d’incentivare gli enti locali ad assicurarsi, ma la Regione rinvia allo Stato centrale l’onere di aiutare i Comuni in tal senso. Si potrebbe leggere così il nuovo capitolo della querelle sulle polizze assicurative, che si aprì, di fatto, all’indomani del fortunale che abbatté il Palacinghiale di Ponte Rodoni, ricostruito in seguito e riaperto lo scorso gennaio. Quello che accadde dopo la tromba d’aria responsabile della distruzione, tuttavia, è stato oggetto di un’interrogazione all’Assemblea legislativa del consigliere regionale della Lega, Fabio Bergamini, memore di quanto accaduto nel periodo in cui era sindaco di Bondeno. La seconda calamità abbattutasi in poco tempo sul territorio, dopo che ad essere scoperchiata da una tromba d’aria era stata la palestra di Pilastri, portò alla decisione del broker assicurativo di modificare le condizioni della polizza all risks.
«I Comuni danneggiati da eventi atmosferici estremi ricorrenti non possono ritrovarsi anche costi aggiuntivi per le polizze maggiorate o condizioni modificate in senso peggiorativo», spiega il senso della sua interrogazione Fabio Bergamini.
La polizza sottoscritta a suo tempo dal Comune di Bondeno permise di poter risarcire anche una parte dei danni provocati dal sisma del 2012. Le condizioni del premio, dopo il susseguirsi dei fortunali che colpirono in rapida successione il territorio, hanno portato a una revisione delle condizioni: «Aumentando fino al 10% il valore dello scoperto e aumentando il valore del minimo del danno fino a dieci volte. In sostanza, contro i danni infrastrutturali provocati da eventi atmosferici intensi, il limite d’indennizzo fissato dal broker passò nel nostro caso a 250mila euro, rispetto ai 100mila previsti dalle condizioni precedenti, con uno “scoperto” del 10% e con un minimo di danni risarcibili quantificato in 10mila euro…».
Bergamini chiede per questo motivo che la Regione faccia la sua parte. —
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