Fra la gelateria e il condominio una rottura ormai insanabile
L’amministratore: si sarebbe potuto rimediare I titolari di Cuore di panna: via da Lido Nazioni
LA DIATRIBA
Una querelle senza sbocco, le posizioni sono distanti e inconciliabili, comunque la decisione è presa: la gelateria “Cuore di panna” a fine stagione chiude e si trasferisce a Migliarino. Ce n’eravamo occupati della vicenda, anche perché l’affezionata clientela, dopo sei anni di gelati (e non solo), aveva addirittura promosso una raccolta firme per non far abbassare la saracinesca a quel dolce luogo di ritrovo.
LA PUNTUALIZZAZIONE
La coda della polemica, per altro dai toni educati, arriva da una puntualizzazione: «Scrivo in qualità di amministratore del condominio La Piramide di Lido Nazioni, dove al piano terra la Gelateria Cuore di Panna sulla parte anteriore, senza il permesso del condominio, ma solo con autorizzazione provvisoria del Comune, ha creato una chiusura, per la quale il condominio ha richiesto solo alcune modifiche per concedere l’autorizzazione, cosa che non è stata fatta dai gestori, quindi inutile che si lamentano, dovevano prima chiedere con un progetto il permesso al condominio, poi eseguire il tutto».
La firma è di Mauro Selvaggini, che, contattato dalla Nuova Ferrara, aggiunge e spiega: «Nella prima assemblea c’era “vento contro” la gelateria, poi c’è stata una mediazione, con la richiesta di togliere le colonne dal sotto portico e il pannello di lamiera che faceva riflesso, allora il condominio avrebbe accettato la situazione. Ma all’ultima assemblea il titolare della gelateria ha detto che se ne sarebbe andato. Ha chiuso il passaggio, non si fa così: ci si presenta prima in assemblea con un progetto».
LA REPLICA
Rimangono il dispiacere e il disappunto dei titolari della gelateria, la coppia Elisa Gelli e Morris Fantinuoli, che ha comunque già preso la propria decisione e trasferirà l’attività in piazza Repubblica 7/C a Migliarino: «Caffetteria con brioches di pasticceria e non solo, gelateria artigianale, creperia, coppe al tavolo, macedonie, smoothies alla frutta, granatine ed aperitivi. E d’inverno cioccolata in tazza con ciambella», annunciano.
Poi, sulla diatriba condominiale, precisano: «Anzi tutto, alla prima assemblea ci siamo scusati per aver chiesto solo il permesso al Comune, senza interpellare il condominio. Poi, il pannello che dava fastidio l’abbiamo tolto da un pezzo, spendendo 3.000 euro. Per spostare il piantone, che comunque insiste sulla proprietà privata di chi ci ha affittato i locali, abbiamo chiesto a chi ce l’ha montato: bisognava smontare tutto e fare diversamente, spendendo altri seimila euro».
Insomma, i titolari della gelateria sostengono di averci messo tutta la buona volontà e speso soldi di tasca loro, ma non è bastato. —
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