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Polizia penitenziaria 

Ispettore in vacanza salva bagnante in mare «L’ho fatto d’istinto»

Ispettore in vacanza salva bagnante in mare «L’ho fatto d’istinto»

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Era in vacanza in Sardegna, a Putzu Idu, mare di Oristano. Fabio Renda, ispettore capo del servizio traduzioni detenuti del carcere di Ferrara era con la moglie in spiaggia quando dopo aver sentito le invocazioni d’aiuto di un bagnante che stava affogando, non ha esitato a gettarsi e assieme ad altre due persone a protare in salvo l’uomo: «Ero sulla battigia, ho sentito un bambino che urlava “Aiuto”, ma lì per lì sembrava quasi un gioco. Poi ho visto una mano emergere dal mare a una certa distanza e sono intervenuto d’istinto», spiegava ieri al telefono.

In acqua un 50enne oristanese che si trovava in mare in compagnia del figlio è stato soccorso quando era completamente sommerso dall’acqua: Renda, forte dei rudimenti di qualche anno fa appresi in un corso di formazione sulla gestione del primo soccorso, ha subito attuato la respirazione artificiale mentre i presenti chiamavano le autorità sanitarie locali.

«È stato come in un film – prosegue Renda – l’elicottero, sospeso tra la spiaggia e le adiacenti saline, non poteva atterrare e ha calato una carrucola con cui la barella è stata sollevata».

Renda, di origini calabresi, in servizio dal 1993 nel corpo della Polizia penitenziaria ha svolto servizio in diversi reparti con ruoli di responsabilità: dopo la prima assegnazione a Bologna, il Gom (gruppo operativo mobile), l’Uspev (Ufficio sicurezza personale e vigilanze) e Nic (Nucleo investigativo centrale): «Eppure - spiega - in questa occasione, mi è tornato in mente un episodio di inizio carriera: avevo portato un detenuto in tribunale per una direttissima e in attesa dell’udienza e il ragazzo ha tentato di salire sulla finestra per aprirla e gettarsi: l’ho salvato in tempo». —

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