Music Center baluardo della vendita diretta «Tutti scaricano dal web ma io provo a resistere»
In via Roma a Codigoro Matteo Finotti lotta per tenere aperto il negozio Dischi, ma anche accessori per strumenti ed i vinili ritornati in auge
LA STORIA
Resiste all’avvento del digitale, Music Center di Codigoro, uno degli ultimi baluardi del commercio di vicinato dediti alla vendita di dischi. Mentre lo storico negozio Pistelli e Bartolucci, in centro a Ferrara, si accinge ad abbassare chiudere definitivamente la saracinesca dal 2021 e “La Bamba” a Portomaggiore lo seguirà a ruota, c’è chi, come Matteo Finotti, titolare dello storico negozio di dischi in via Roma 43, pur tra alti e bassi resiste all’assedio del web, innovandosi.
«Faccio salti mortali – ammette Finotti, che ha rilevato l’attività nel 1997 da Andrea Ruffato – e non so per quanto tempo riuscirò a tenere aperto, vendendo musica, cd e accessori musicali. Da ragazzino venivo qui a comprare le musicassette, ma oggi si scarica tutto dalla rete. A dare il colpo di grazia al settore – prosegue Finotti, che ha 51 anni –, ha contribuito Amazon».
In tempi di crisi profonda, dettata non solo dalla contrazione degli acquisti per via dell’emergenza sanitaria, ma anche dall’impennata delle vendite online, il settore dei dischi versa in condizioni disperate. Timida inversione di tendenza, tuttavia, è quella che si sta registrando da un paio d’anni a questa parte, riconducibile al ritorno del vinile.
ostacolo digitale
«Lo scambio di file ha trasferito la musica sul digitale e 50 anni fa quando è sorto questo negozio – dice amareggiato Finotti –, un epilogo del genere era inimmaginabile. Oggi i giovani vengono avanti con la mentalità MP3, perché scaricare un brano costa 1 euro, tutti i siti ormai vendono musica online e per farsi una compilation bastano 15 euro».
Il vinile sta prendendo piede tra cerchie di cultori appassionati, è un mercato di nicchia che, tuttavia, Finotti ha saputo intercettare e attorno al quale in tanti stanno scoprendo o riscoprendo interesse, contribuendo a valorizzare, così, un piccolo negozio di vicinato, a due passi dal centro di Codigoro. Per non arrendersi all’assalto del digitale, il commerciante codigorese ha puntato anche sulla vendita di strumenti musicali, di ricambi, di corde e su altre parti di usura degli strumenti stessi.
«Gente che suona ce n’è – prosegue Finotti –; è vero che Strozzi ormai ha già chiuso e Moreno è stanco, è tutta gente cresciuta quando si lavorava senza il web. Del resto uno che, come noi, ci mette tanta buona volontà, lavora tanto e poi alla fine non gi resta nulla in tasca, fa fatica a guardare con speranza al futuro».
Music Center è una di quelle poche realtà, retaggio di un passato dove i consigli tra commerciante e cliente sfociano in rapporti di fiducia incrollabili, ma anche in amicizie.
«Lo Stato non è interessato a difendere i piccoli negozi – conclude Finotti – e quindi, senza aiuti, non si possono fare investimenti». —
KATIA ROMAGNOLI
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