Ripartono i processi Udienze a pieno regime e testimoni cadenzati
La giustizia verso la normalità con gli obblighi anti Covid Poche presenze nelle aule, Corte d’assise sarà off limits
La prima ripartenza c’era stata in luglio, con la fase 3, dopo il lockdown con il blocco totale dei mesi precedenti e quindi le attività ridotte. Ma dalla settimana prossima, la macchina della giustizia cittadina riprenderà regolarmente a correre, con la celebrazione di tutti i processi a calendario rispettando ovviamente tutte le prescrizioni anticovid: distanziamento in aula e fuori, accessi cadenzati di processi e relativi testimoni sena dimenticare uso di igienizzanti e mascherine.
Non si può far finta
L’attività riprenderà normalmente spiegano gli addetti ai lavori ma ovviamente non si può far finta che non sia successo nulla e dunque eventuali correzioni si faranno durante l’attività: la necessità per tutti, a partire dai giudici che debbono gestire i processi, quello di fissare le udienze in modo “chirurgico”: ad ogni processo i testimoni chiamati a deporre vengono convocati di mezzora in mezzora, fissando già una durata limite del processo, con poche variabili da processo a processo.
La presenza in aula sarà contingentata, come del resto è accaduto a luglio quando su disposizioni del presidente del tribunale Stefano Scati e in collaborazione dell’Ordine degli avvocati, le udienze venivano controllate dall’avvocato di presidio che regolava accessi in aula e le relative chiamate dei processi. Una collaborazione che ha consentito ai legali di Ferrara, almeno già da luglio di riprendere l’attività bloccata nei mesi scorsi e ripresa in modo ridotto dopo maggio. Tra i tanti processi fissati, tra piccoli e grandi, spicca il più importante, il primo che si celebrerà in Corte d’assise il 5 ottobre, il primo nel post Covid, per l’omicidio di Cinzia Fusi, la donna copparese di 34 anni uccisa dal suo compagno.
Corte d’assise piena
Bene, nell’aula magna del tribunale, sede del processo, è stata fissata dal medico del lavoro la presenza di sole 18 persone: dunque è come se l’udienza fosse a porte chiuse, poiché tra giudici popolari (9 tra effettivi e supplenti), i giudici togati (2) magistrati e avvocati (tra 2 e 4), imputati e parti civili si raggiungerà la capienza massima dell’aula. Come del resto è stabilita una capienza massima nelle altre aule del tribunale per i processi più “piccoli” con al massimo 2-4 sedie nell’area del pubblico, contro assembramenti. –
D. P.
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