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All’Ariosto giornata di rodaggio con i corsi di recupero in classe

Giovanna Corrieri
All’Ariosto giornata di rodaggio con i corsi di recupero in classe

La vicepreside: «Tutto bene con pochi alunni, resta qualche timore con i grandi numeri» 

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L’avvio

Anche al liceo Ariosto di Ferrara, tra i pochi istituti ad aver organizzato i corsi di recupero in presenza, le campanelle ieri hanno ripreso a suonare. Per ora sono infatti quelle che scandiscono le lezioni di recupero per i ragazzi con insufficienze. Corsi che proseguiranno, insieme agli esami integrativi per gli studenti che passano da una scuola all’altra e ai colloqui per chi ritorna dall’estero, fino al 12 settembre e che il liceo Ariosto, in controtendenza, ha voluto organizzare in classe: «ci tenevamo a riprendere il contatto diretto con gli studenti – racconta la vicepreside, Stefania Borini – nel completo rispetto, naturalmente, di tutte le regole di sicurezza».

E i numeri dei Piani di apprendimento individualizzati (Pai), dei ragazzi cioè coinvolti nei corsi di recupero, lo consentivano: «i numeri sono gestibili – continua la vicepreside – abbiamo infatti un massimo di tredici studenti per classe», e ieri in totale è tornata sui banchi una sessantina di alunni.

Studenti che hanno dovuto adattarsi alle nuove regole: l’accesso è stato infatti fissato ai cancelli di via Arianuova, con ingresso e uscita dalle aule attraverso il giardino; un’apposita segnaletica poi indicava i percorsi da seguire per evitare assembramenti; bisognava indossare la mascherina, con la possibilità di abbassarla solo una volta al posto e col metro di distanza garantito; l’uscita per recarsi ai servizi igienici era consentita a uno studente per volta; ci si poteva recare alle macchinette ma ben distanziati per evitare assembramenti.

Si sono fatte così «un po’ le prove generali per l’ingresso eventualmente dal 14», dice Borini, e nei prossimi giorni le famiglie saranno informate sulle modalità di ripresa discusse anche al collegio docenti di martedì: «inizieremo con un po’ di cautela – precisa la vicepreside – visti anche i numeri corposi. Quest’anno avremo infatti 1.600 studenti» .

E anche se ieri «è andato tutto complessivamente bene – dice Borini – con gli studenti che inizialmente chiedevano informazioni su come comportarsi e che poi si sono adeguati, così che tutto si è alla fine svolto in maniera abbastanza normale», qualche timore rimane: ieri è stato semplice, perché gli studenti erano pochi ma preoccupazione e disorientamento ci sono. C’è comunque anche la voglia di rientrare fisicamente a scuola e rivedere studenti e colleghi» . —

Giovanna Corrieri

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