Corradi ha “Bondeno in testa” «Si deve ripartire dai giovani»
Universitari e liceali nella lista che sostiene il candidato di centrosinistra «Idee e programmi per il futuro del territorio e crediamo in ciò che facciamo»
BONDENO
Con “Bondeno in testa” scende in campo a fianco del candidato sindaco Tommaso Corradi, quella che può essere definita senza indugi la “generazione Erasmus”. Sicuramente, si tratta della lista civica con l’età media più bassa tra tutte quelle in lizza, composta principalmente da studenti universitari che si stanno approssimando al loro traguardo di studio, ragazze appena diplomate (Aurora Badolato, Kore Sara Raisa e Tania Caselli) o ancora iscritte all’ultimo anno del liceo, come nel caso della diciottenne Lara Accorsi, che frequenterà a breve l’ultimo anno del liceo economico-sociale.
LA SQUADRA
Con loro, alcune persone di spicco, come il medico Pierpaolo Mazzucchelli, il farmacista Stefano Gamberini, il docente universitario Riccardo Gavioli. Sono i due rappresentanti della nuova generazione di candidati, Francesco Patroncini (20 anni) e Stefano Caccavale (21) a spiegare l’origine del movimento ai simpatizzanti intervenuti in piazza Garibaldi, per l’inaugurazione della sede e della lista di “Bondeno in testa”. Patroncini parla della «posa della prima pietra, con la nascita di una lista che ha progetti per il futuro e pensa e crede in quello che sta facendo». Viene rivelato che l’embrione di questa lista ha aperto il suo confronto con i lavoratori, i giovani e gli anziani, per poi crescere e «raggiungere il maggior numero di persone, comprenderne difficoltà e istanze: una fotografia necessaria per cercare di impostare il programma». Sul tavolo ci sono temi quali il lavoro, «fondamentale per lo sviluppo della comunità, in una realtà di provincia in cui è importante cercare di rallentare e invertire il calo demografico». Caccavale, laureando in lettere moderne a Bologna, non nasconde l’intento di «prendere per mano una generazione spesso accusata di essere fuori dalla vita pubblica, per riportarla invece in campo per fare qualcosa di importante».
NUOVI ORIZZONTI
Sicuramente, con un linguaggio nuovo. Come dimostrano le parole di Michele Badolato, che parla di «studio e analisi alla base della conoscenza del territorio», ma ci sono anche persone come Stefano Gamberini, da anni impegnato nel sociale, che parla dell’esigenza «di pensare prima agli ultimi, perché nessuno va lasciato indietro, e di una svolta “verde” per lo sviluppo economico e culturale». «L’attuale classe dirigente – ricorda Tommaso Corradi – vinse ormai tanti anni fa presentandosi come “giovane e senza esperienza politica”. Ora potrebbero accusare questi ragazzi di essere privi dell’esperienza necessaria, ma si tratta di una narrazione che serve unicamente a mantenere il potere. Il nostro è un gruppo di ragazzi con la giusta voglia di cambiare, con idee e programmi freschi. Sono loro i giovani da cui ripartire». —
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