Longastrino, distributore “fantasma” occupa da anni il terreno: «Ma ora rischio la multa per l’erba troppo alta»
La struttura dismessa preoccupa il titolare dell’area. Alla lentezza della bonifica si è aggiunta l’ordinanza della polizia locale
LONGASTRINO. Un terreno di proprietà di cui da circa 6 anni non riesce ad avere la disponibilità, per via di un distributore di benzina al quale non si è capaci di dare il definitivo addio, tra vari aspetti ambientali e burocratici. A questo intoppo si è aggiunta da pochi giorni anche la beffa: la polizia locale dell’Unione Valli e Delizie vuole appioppargli una multa. «Incredulità, rabbia e presa per i fondelli: sono le parole più significative che descrivono il mio stato d’animo», dice Pietro Vandini. Tutto succede a Longastrino.
BONIFICA INFINITA
La zona è quella di via 11 Aprile 1945, in pratica nel centro del paese. «Da fine 2015 è stato dismesso il distributore di benzina che insisteva sulla nostra proprietà familiare da decenni – racconta Vandini –. Sono emerse evidenze che hanno richiesto la necessità da parte della ditta proprietaria del distributore di eseguire operazioni di bonifica sia sul terreno che sull’acqua di falda».
La sostanza è che «da fine 2015 ad oggi non siamo ancora tornati ad avere la completa disponibilità del nostro terreno, che peraltro insiste davanti alla nostra abitazione. Abbiamo fatto solleciti, telefonate, email ai vari referenti delle amministrazioni che si sono succedute, sindaco compreso, agli uffici competenti, ad Arpae, alla Provincia. Ci siamo anche rivolti ad un avvocato», prosegue il titolare dello spazio, secondo cui «la ditta se l’è presa comoda, per dirlo con un eufemismo, e a quanto pare nessuno degli uffici competenti ha mai avuto il potere e l’autorità per concludere questo percorso che rasenta il ridicolo».
Lo scorso 8 luglio c’è stato l’ultimo scambio di messaggi con Arpae: l’agenzia ambientale regionale ha informato Vandini che il giorno successivo sarebbe dovuta avvenire l’ultima campagna di campionamenti, dopo i quali si sarebbe proceduto con un campionamento di collaudo a distanza di tre mesi. «Però ad oggi non sappiamo nulla – spiega Vandini –. E sabato scorso abbiamo raggiunto l’apoteosi. La polizia municipale di Argenta ci ha contattato per avvisarci che se entro una settimana non avessimo provveduto a tagliare l’erba avremmo ricevuto una sanzione».
«ULTIMA RUOTA DEL CARRO»
A questo punto l’arrabbiatura si aggiunge all’amarezza, come è comprensibile. «Non è tanto il problema dell’erba che ci preoccupa: la taglieremo, anche se toccherebbe ad altri. Però è l’intera vicenda che ci lascia in una condizione penosa e senza la disponibilità del nostro terreno; stiamo attendendo che finiscano i lavori – ricapitola Vandini – i quali prevedono anche il ripristino da parte della ditta delle condizioni iniziali del terreno; abbiamo provato in tutti i modi a velocizzare le cose incontrando spesso poco interesse alla situazione. Oggi la polizia municipale ci minaccia perché staremmo infrangendo alcuni articoli del regolamento per la convivenza civile, la sicurezza e la qualità della vita, all’interno di un contesto nel quale una ditta dovrebbe procedere con le attività di bonifica e ripristino».
Per Vandini, insomma, «le autorità scelgono di fare la voce grossa con l’ultima ruota del carro». Il finale è chiaro: «Abbiamo pazientato tanto, abbiamo cercato collaborazione e supporto, ma ora sinceramente la pazienza ha raggiunto un limite». —
F.T.
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