La Nuova Ferrara

Ferrara

nella chiesa di San Biagio 

«Ciao Andrea, grazie per il tuo coraggio lo sguardo curioso e il sorriso sincero»

BEATRICE BARBERINI
«Ciao Andrea, grazie per il tuo coraggio lo sguardo curioso e il sorriso sincero»

All’ultimo saluto a Samaritani tre sindaci e tantissimi amici La famiglia: la vostra vicinanza dà forza in questo momento 

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CENTO

«Grazie Signore per averci donato Andrea. Con la sua pacatezza, il suo garbo, il suo coinvolgente entusiasmo, è riuscito a cogliere, attraverso la fotografia, la bellezza, la sacralità e l’unicità, in tutte le sue sfaccettature, dell’uomo»: grande commozione ieri pomeriggio nella Collegiata di San Biagio per l’ultimo saluto al Andrea Samaritani. Davvero in tanti hanno voluto rendere omaggio al grande fotografo, artista e regista, scomparso domenica all’età di 58 anni. Come in un abbraccio ideale, in tanti si sono stretti attorno a tutta la famiglia Samaritani, al papà Sandro e alla mamma Maria, ai fratelli Mario, Giovanna e Marta, alle figlie Maria Chiara ed Eleonora (nate da prime nozze), attorno alla compagna Claudia e alla figlia Margherita di 11 anni, circondata dall’affetto di tanti amici e compagni di scuola.

UN commosso saluto

Ad accogliere il feretro sul sagrato, assieme a familiari, i sindaci di Cento, Fabrizio Toselli, di Ferrara, Alan Fabbri e di Bondeno, Simone Saletti. A conferma del suo grande profilo, hanno voluto portare l’ultimo commosso saluto ad Andrea Samaritani, esponenti della cultura, dell’arte e dello spettacolo del territorio, del Comune di Cento come della Fondazione Teatro Borgatti, del Carnevale di Cento ma anche della Fondazione CariCento di cui Andrea è stato consigliere d’indirizzo. Presenti in chiesa e fuori, nell’area dell’oratorio allestita con uno maxischermo, anche tanti artisti e fotoreporter, amici con cui Samaritani ha condiviso la sua più grande passione, la fotografia, vissuta davanti e dietro all’obiettivo. Perché con uno scatto, strappato all’improvviso, non in un momento qualsiasi ma sempre nell’istante giusto, Samaritani sapeva descrivere in maniera del tutto originale la realtà, le persone, i contesti, la vita.

Amava questo territorio, la sua cultura, il suo patrimonio artistico, i paesaggi, gli eventi. Amava la gente, i personaggi, le storie. E lo ha saputo trasmettere, a modo suo. Ieri una grande dimostrazione di amicizia e di stima, nei confronti del grande fotografo e artista che, con il suo percorso professionale caratterizzato da ricerca, competenza e professionalità - 35 anni di lavoro sempre con la macchina fotografica in mano, ma anche con pennelli, penna, videocamera e libri – lascerà un segno indelebile nella cultura del territorio ferrarese, come nell’editoria italiana ed europea.

Dai familiari, a fine cerimonia, un grazie di cuore a tutti per l’affettuosa vicinanza: «Ci dà la forza di affrontare un momento tanto doloroso. Andrea ci ha trasmesso il suo amore e il suo attaccamento alla vita, vissuta pienamente fino alla fine. Sarà difficile colmare il vuoto che lascia in ciascuno di noi». Da monsignor Stefano Guizzardi, parole di conforto e speranza ai familiari: «Che la luce della fede possa sostenervi in un momento tanto difficile. Davanti al precipizio della morte, prevalga la fiducia nella parola di Dio. In Cielo, Andrea avrà potuto contare nell’intercessione dello zio, monsignor Antonio Samaritani».

il dono di un sorriso

Profonda la commozione, alla preghiera delle figlie Eleonora e Maria Chiara: «Signore, aiutaci a trovare la forza di donare un sorriso anche nelle difficoltà, così come papà, con il suo occhio felice, il suo coraggio e la sua spensieratezza, ha sempre fatto con noi. Lui continuerà a vivere attraverso di noi, in un gesto gentile, uno sguardo curioso, un sorriso sincero». —

BEATRICE BARBERINI

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