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«Cinzia, angelo volato in cielo» L’addio tra lacrime e speranza

Fabio Terminali
«Cinzia, angelo volato in cielo» L’addio tra lacrime e speranza

Tanta gente ai funerali della 60enne morta in un incidente stradale in Toscana Il messaggio dei nipoti: «Adesso allo zio, a “Matte” e ai bambini pensiamo noi»

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Nella tragedia Portomaggiore ieri si è fatta forza «come una grande famiglia», parole di don Ugo Berti. È una comunità che piange e allo stesso tempo elabora una risposta di solidarietà, quella che ha partecipato al funerale di Cinzia Zanardi.

In tantissimi hanno voluto esserci, chi entrando nella chiesa della Collegiata per la messa e chi restando sul sagrato. Tutti a salutare «un angelo volato in cielo», come il sacerdote ha chiamato la 60enne morta il 26 agosto in Toscana a causa di un incidente stradale. Accanto a lei nel momento dell’addio, come in quel flash drammatico sull’asfalto, c’era il marito Massimo. Sommerso dall’affetto della gente, come il figlio Matteo: suo l’ultimo bacio alla bara prima dell’ultimo viaggio verso il cimitero di Migliaro, accompagnato da un applauso spontaneo della folla.

«tutto resta e si purifica»

«Cinzia è scomparsa dai nostri occhi, ma tutto ciò che ci ha lasciato di buono e ha fatto per noi non va via: resta e si purifica», aveva detto pochi minuti prima don Ugo durante il rito religioso. Affollato dalle persone che conoscevano Cinzia o che vogliono bene alla sua famiglia.

La donna, originaria di Dogato, era da poco in pensione dopo aver fatto a lungo la commessa alla Coop di Portomaggiore. Da qualche tempo aiutava il marito nel suo lavoro. L’ultima, fatale, trasferta in Toscana era legata appunto a quella attività. «Siamo davanti a un evento misterioso – ha detto ieri don Berti –, quello della vita, il cui inizio e la cui fine non ci appartengono. E le nostre parole non bastano, non riescono a spiegare. La vita comunque non può morire: si trasforma, cambia. Cinzia ora ha trovato il Signore, è andata incontro al Padre. Questo è un momento di dolore grande, ma anche della possibilità di attingere speranza».

«se siamo così è anche grazie a te»

C’era una corona di fiori particolare a cingere la cerimonia. Quella della nuora e dei nipoti di Cinzia. L’anziana madre di Massimo Felloni, in carrozzina, a fine cerimonia accarezzata dai giovani di famiglia: una bella immagine, come bellissime sono state le parole lette durante la messa proprio dai nipoti della 60enne. «Se siamo così è anche grazie a te – hanno scritto nel loro messaggio i ragazzi –. Sei sempre stata presente, con quel tuo spirito di freddezza unito alla dolcezza che amavamo tanto. Eri una bella persona, un esempio per tutti. Ora sarà più complicato, ma ci riusciremo. Non preoccuparti: allo zio, a “Matte” e ai bimbi ci penseremo noi».

Eccola, la speranza che viene. Brilla, oltre il luccichio delle lacrime. —

Fabio Terminali

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