Mascherina e ansie Il test di Medicina al tempo del Covid «Studiato di più»
Ieri in Fiera la prova di ammissione per i ferraresi «L’estate passata a fare quiz». E c’è chi sogna l’Africa
I primi candidati per l’accesso al corso di Medicina, quelli col cognome dalla A alla M, sono entrati in Fiera a partire dalle 9; dalle 10 quelli con il cognome dalla N alla Z, che la tensione ha comunque portato davanti ai cancelli prima del previsto. Ieri si passava all’interno muniti di documento, come di consueto e, quest’anno, anche di autocertificazione sullo stato di salute. Chi ha pronunciato il classico «mi viene la febbre», al pensiero di un esito negativo, l’ha fatto a voce bassa, perché all’ingresso le regole erano chiare: non entrare con temperatura superiore a 37.5°, indossare la mascherina, igienizzante le mani e mantenere la distanza di un metro.
Lo scoglio della chimica
Ma in attesa del test ieri aspettative e paure erano le stesse di sempre: «Il desiderio di intraprendere questo percorso è nato al quarto anno delle superiori, partecipando agli orientamenti e facendo l’alternanza scuola-lavoro in ospedale… mi piaceva molto», raccontava Matilde Roncarati arrivata da Cento. Il sogno è una specializzazione clinica, magari in dermatologia, diceva. Per questo l’estate l’ha passata «in mezzo al caldo a fare quiz», e la speranza di riuscire c’è, anche se mescolata alla preoccupazione e, a volte, a scarse aspettative.
Accanto a lei, infatti, l’amica Cristina Bonzagni, che sogna Anatomia patologica, ammetteva di non aver «studiato bene. Dopo l’esame di maturità non c’è la voglia di studiare ancora e poi la parte di chimica, per esempio, è molto difficile». Ma non è l’unica insidia: « C’è cultura generale – constatava preoccupata l’altra centese, Anna Bonzagni – un conto è se si parla di cittadinanza e costituzione, un altro se si parla di storia, con tutte quelle date». Mentre Cristina pensava già, forse più per scaramanzia, a riprovarci l’anno prossimo («non ho aspettative molto alte»), Anna scacciava «i pensieri negativi», faceva calcoli («quest’anno il test lo passa un quinto dei partecipanti»), e pensava al futuro: «Mi sono avvicinata a Medici senza frontiere e mi piacerebbe andare in Africa e nei paesi di guerra». Più nell’immediato, una volta superato il test, andrebbe a Bologna, la sua prima scelta, «ma in coda c’è anche Roma, e sono preoccupata per l’organizzazione di un eventuale trasferimento».
Fra le 296 aspiranti matricole presenti ieri in Fiera, tutte della provincia di Ferrara come da norme ministeriali in tempo di Covid, c’era però anche il sammarinese Leonardo Deli che invece ha potuto scegliere la città «essendo residente all’estero».
solo una volta oppure il bis
«A Ferrara - prosegue - ho fatto l’open day e mi ha convinto, e in tanti mi hanno detto che l’università qua è buona. Aspettative? Sono fiducioso, mi sono preparato molto. Anche perché, visto che questa non è stata un’estate attiva come le altre, ho avuto più tempo per studiare». Da Pilastri arrivava invece Susanna Bombarda, iscritta a ostetricia a Ferrara e al suo secondo tentativo per Medicina, «sono sorprendentemente tranquilla».
E un secondo tentativo era anche quello di Eva De Matteis, che si è laureata a giugno in Biotecnologie e non ha perso il desiderio di entrare a Medicina. Per Isabella Bolognesi una seconda volta non ci sarà («proverò solo una volta, spero vada bene»), e per i ferraresi Silvia Mondaino, Andrea Leprotti e Matteo Cavara «meglio non esprimersi, partiamo da basse aspettative così poi è tutto di guadagnato». –
Giovanna Corrieri
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