Crac Monti Ascensori Assoluzione piena per il commercialista
Gianluca Soffritti prosciolto per non aver commesso il fatto Il “buco” coinvolse anche Donigaglia e Ricci Maccarini
Si è chiuso con una valanga di proscioglimenti per prescrizione e il rinvio a giudizio dei principali imputati, il processo per il crac Monti Ascensori di Granarolo nel Bolognese, un colosso italiano del settore, unica società nel suo campo ad esser stata quotata in Borsa e che fece crac nel 2011 con 40 milioni di buco, trascinando davanti ai giudici dopo le inchieste sul fallimento oltre una ventina di imputati.
La sentenza nel pomeriggio
Ieri pomeriggio la sentenza in udienza preliminare del gip Sandro Pecorella del tribunale di Bologna, che ha valutato e deciso rinvii a giudizio e proscioglimenti tra tutti gli imputati, unico ad essere assolto nel merito Gianluca Soffritti, commercialista di Ferrara.
Il professionista è stato prosciolto con la formula più piena possibile (non aver commesso il fatto) ed era stato chiamato in causa nelle indagini, per lui la procura di Bologna aveva chiesto il rinvio a giudizio, per il suo ruolo di consigliere di sorveglianza della società, per una sorta di omesso controllo. Che il giudice ha ritenuto del tutto insussistente.
Un grande processo per un crac da 40 milioni di euro e che vedeva in primo piano la figura di Patrizio Colombarini, il titolare che gestiva l’azienda con tutti i dirigenti poi accusati a vario titolo di bancarotte e falsi in bilancio: reati perlopiù prescritti. Oltre al ferrarese Soffritti, erano stati coinvolti anche gli ex vertici della CoopCostruttori che dopo il crac della coop argentana lavoravano per la ditta di Granarolo e le consociate, prima tra tutte la SiEleva di Ragusa, gestita direttamente da Giovanni Donigaglia. Che era uscito subito prima del fine indagini per una serie di prescrizioni mentre Renzo Ricci Maccarini aveva patteggiato oltre un anno fa, dalle accuse mosse come dirigente e consigliere dal 2006 al 2010.
La scalata in borsa
Tra i tanti reati contestati all’azienda, leader del settore con interessi in tutta Italia e in Europa, soprattutto quelli legati alle carte e bilanci falsi presentati per far ammettere l’azienda in borsa valori, unica nel panorama dell’impiantistica italiana. Ieri a conclusione dell’udienza preliminare davanti al gip, l’avvocato Vittorio Manes, difensore di Soffritti, ricordava proprio che tra tutte le posizioni, unico ad esser prosciolto con il non luogo a procedere per non aver commesso il fatto, proprio Soffritti: «È stata riconosciuta la totale estraneità da ogni addebito per Soffritti - sottolineava ieri sera l’avvocato Manes - e come avevamo sempre sostenuto è stata riconosciuta la sua estraneità e soprattutto, molto importante da sottolineare la piena correttezza delle proprie azioni». —
Daniele Predieri
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