Ferrara, in Certosa l'addio a Rota: "Ciao Ricky, genio e sregolatezza"
Alla cerimonia laica anche il vicesindaco Lodi: "Aveva voglia di vivere. Continuate per lui i programmi di Kaos Tv"
FERRARA. «Ciao Ricky» arriva a fine cerimonia, dagli amici, i tanti che hanno vissuto con lui: un centinaio di persone, nell’Aula del commiato del cimitero della Certosa, tutti insime per dare l’addio a Riccardo Rota, 58 anni, famoso videomaker ferrarese. Li ha chiamati tutti qui lo zio, unico familiare rimasto, Romano Rota che lo ha ricordato tra le tante luci che Riccardo aveva acceso nella sua vita e le tante altrettante ombre. Lo ricorda fin da bambino, «e se a scuola si poteva dire che era un discolo, un birichino sono termini che non si potevano usare più avanti nella sua vita». Non nasconde nulla, lo zio: «Riccardo ha commesso poi illeciti finanziari, di droga e ancora persisteva con la droga, ha commesso reati e conosciuto il carcere, dilapidato i beni della famiglia: ma tutto ciò diminuisce la figura di Riccardo?», chiede lo zio ai presenti e risponde: «No assolutamente anche se nella sua vita non ha trovato argini al suo stile e alla moralità. Ci resta di lui, la testimonianza di una vita, e se fosse ancora vivo potremmo essere giudici, esserlo ora non spetta più a noi». Rammenta gli ultimi anni di Riccardo: «Tristi, dolorosi, un purgatorio in terra, nei quali ha avuto una maturazione sui suoi errori, ed era ed è stato sincero in questo».
«Capitava – riprende lo zio – ci faceva sorridere spesso aveva questa capacità, un sorriso scanzonato e contagioso, così lo ricordiamo e dopo questa cerimonia ce ne andremo in silenzio senza applausi e in attesa delle procedure giudiziarie (la salma è stata trasportata alla Medicina legale, per accertamenti e l’indagine aperta dalla procura sulla sua morte, come atto dovuto e tecnico per valutare le cause della morte, accertata comunque per cause naturali, ndr) poi verrà tumulato nella tomba di famiglia».
Sempre in Certosa, dove una parte degli amici, dopo la cerimonia fanno un salto a salutare tutti gli altri familiari di Riccardo. E tra i tanti il ricordo di «un amico sincero», «persona buona e gentile», «Era genio e sregolatezza», dicono. E una su tutte, l’amica che gli è stata vicino negli ultimi 4/5 anni, si sentivano tutte le sere prima di dormire: «Metteva la sveglia per farlo, ma la sera della sua morte non aveva chiamato (venerdì 28 agosto, ndr). Io non l’ho chiamato dopo questo silenzio, come avevo fatto altre volte mandando la polizia a casa sua per vedere se era successo qualcosa. Poi sabato mattina la telefonata che Riccardo non c’era più. Quello che mi ricordo di lui è che mi chiedeva se avevo bisogno di aiuto, quando era lui invece ad averne necessità».
Presente alla cerimonia laica anche il vicesindaco Nicola Lodi che ha ricordato che «Riccardo aveva voglia di vivere», a testimoniare l'opposto della tesi del suo suicidio. «Negli ultimi tempi viveva per il suo programma Kaos Tv si inventava interviste, voleva continuare a lavorare: aveva trovato una nuova casa, per lui e il nuovo cane, e chiedo a voi amici presenti che continuate per lui i programmi di Kaos Tv».
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