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I problemi delle pere Abate «Per l’alternaria perdiamo più della metà del raccolto»

Il grido d’allarme: si deve trovare una soluzione 

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la testimonianza

«Quella che per tutti noi agricoltori si chiama alternaria è una malattia gravissima e in queste settimane sta falcidiando le pere abate di tutta la provincia. Queste pere sono un simbolo di Ferrara, perché nessuno fa niente per provare a risolvere il problema». A lamentare la situazione è Simone Finotti dell’azienda agricola Manzoli e Finotti, con sede a Consandolo. Non una novità, ma di certo un problema che persiste.

Tutto nasce dal divieto di utilizzare fitofarmaci, in particolare il Tetrasol: «Inizialmente il suo utilizzo fu ridotto a tre volte l’anno e problemi non ce n’erano. Poi il divieto assoluto ed ecco apparire questa malattia, che sta facendo marcire fino al 60% delle nostre pare, scarto neppure utilizzabile a livello industriale. Siamo tutti d’accordo di puntare al biologico e siamo i primi ad essere d’accordo sulla riduzione dei trattamenti, ma alcuni prodotti chimici sono indispensabili finché non si trovano soluzioni alternative».

Il grido d’allarme non arriva ovviamente solo da Consandolo, la dimostrazione sta nel fatto che quest’anno è prevista la riduzione di 50 ettari coltivati a pere nella nostra provincia: «Non voglio piangere, ma a volte penso a come potrò dar da mangiare alla mia bambina e così i nostri dipendenti. Ci sono tante famiglie in difficoltà, perché se all’alternaria ci aggiungiamo le pere cerchiate a causa del freddo, di raccolto finale rimane poco e speriamo sia di buona qualità... Cosa fare? Noi ci siamo lamentati, anche con le associazioni di categoria. Il fatto è che nessuno viene a vedere la nostra situazione, eppure per il problema pur importante delle cimici siamo andati in piazza con i trattori e qualcosa è stato fatto. La pera abate Igp è la principessa delle produzioni agricole ferraresi, credo che lei (e noi) si meriti molta più attenzione». —

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