I trafficanti nigeriani si spartivano la città Barco e via Bologna le centrali di spaccio
Chiusa l’inchiesta con 18 nuovi indagati, grossisti compresi La droga arrivava da Bologna tramite i corrieri, già arrestati
Non è “mafia nigeriana”, ma la droga in città la muovono solo e soltanto loro. Perché le bande di nigeriani che abitano in città, si spartivano il mercato cittadino della droga (di tutto e di più: eroina, cocaina e hashish e marijuana). La droga arrivava a Ferrara dai corrieri che la trasportavano da Bologna, verso la città e in tutta la regione fino a Reggio e Parma.
Spostati in periferia
I trafficanti nigeriani in città, dopo essersi spostati dalla Gad, avevano trovato due nuove zone dove “lavorare”: la prima in via Bologna e via Beethoven, con traffico di droga gestito da tre fornitori che avevano il loro quartier generale in un appartamento di Via Gandini. La seconda tra Barco e Pontelagoscuro, da dove stoccavano la droga in un casa di via Bruno Buozzi. E pur lontani dalla Gad, i trafficanti rifornivano i piccoli spacciatori che offrivano droga davanti ai giardini del Grattacielo. Bande di trafficanti nigeriani scoperte dalla Squadra Mobile nell’inchiesta nata dalla maxindagine nei giardini del grattacielo, denominata Wall Street e che aveva visto una quarantina di nigeriani arrestati e indagati. Ora la Polizia ha chiuso l’indagine di Wall Street Borders, la seconda tranche, depositando l’atto d’accia per altri 18 indagati, tutti nigeriani. L’atto di chiusura indagine è stato notificato nei giorni scorsi dal pm Andrea Maggio e dagli ispettori della Mobile ai 18 indagati: molti di questi già in carcere per la precedente inchiesta con l’accusa, di traffico e spaccio di droga. Indagine durata 6 mesi, prosecuzione della precedente, che aveva smascherato lo spaccio nei giardini del Grattacielo con gli agenti di Polizia dello Sco di Roma, sotto copertura. La nuova tranche degli ispettori antidroga ha permesso di individuare i grossisti che rifornivano i piccoli spacciatori di strada della precedente indagine. Una ulteriore indagine nata dagli arresti dei corrieri: tra dicembre 2018 e 2019, quattro corrieri, “ovulatori”, due donne e due uomini.
I Fornitori a Bologna
I fornitori erano una coppia di Bologna, marito e moglie, che gestivano la filiera di spaccio: procuravano la droga, poi taglio, divisione e distribuzione, tramite corrieri di fiducia. Alla fine dell’indagine, procura e polizia hanno tirato le somme e depositato gli atti d’accusa: acquisiti in 8 mesi di indagine con intercettazioni e monitoraggi Gps a carico dei 18 indagati per detenzione e spaccio, e dei 4 corrieri arrestati durante il trasporto e di 2 persone sottoposte a fermo. Polizia e procura spiegano che l’indagine ha permesso di dimostrare il concorso tra i vari indagati. Niente riscontri per l’associazione a delinquere, tanto più “mafiosa”: ossia, organizzazione che comanda e detta legge. Al momento solo bande non collegate, ma le prossime indagini potrebbero svelare che si stanno mettendo insieme sotto una Cupola. —
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