Il barbiere che non si arrende al Covid «Ho 81 anni ma non mi voglio fermare»
Martedì l’inaugurazione del nuovo salone in via XX Settembre a Bondeno: il primo locale aperto nel 1967
LA STORIA
«Potevo appendere pettini e forbici al chiodo, abbassare le saracinesche e rimanere a casa. Invece ho scelto di riprovarci, aprire un nuovo salone e mettermi in gioco ancora una volta». A parlare è Arnaldo Botti, barbiere di 81 anni che martedì inaugurerà il suo nuovo locale in via XX Settembre 20 a Bondeno. Il coronavirus ha inferto un duro colpo a Botti che, conti alla mano, era stato anche sul punto di mollare e dire addio alla sua carriera. «Come tutti durante il lockdown sono stato costretto a chiudere; pensavo fosse la fine. Poi però – racconta il barbiere – nelle settimane successive è maturata in me un’altra idea: ho pensato che fosse giusto andare avanti e non arrendersi. Così è cominciata questa nuova bella sfida».
Abbandonato il precedente locale Botti ha trovato pochi metri più in là un altro posto adatto per il suo salone da barbiere e una volta svolte tutte le pratiche, ha cominciato a organizzare gli spazi. «Qui una volta c’era una macelleria e le pareti sono tutte in marmo, è bellissimo. A casa mi annoiavo e questa professione ce l’ho nel sangue, era un peccato piantare lì tutto. Finché ho la voglia e le energie per fare barba e capelli continuerò».
Arnaldo, che a Bondeno ha aperto il suo primo salone nel 1967, è figlio di barbieri. «Ho sempre fatto questo nella vita e sempre con passione e dedizione. Anche quando mi è arrivata la cartolina e sono partito militare ho continuato perché – sorride – in caserma si era sparsa la voce e prima della libera uscita tagliavo i capelli a tutti». Professione a parte, la grande passione del barbiere è sempre stata il calcio. «Da ragazzo ho giocato nella Bondenese e nel Masi Torello, ho ancora la foto di squadra attaccata al muro; un bel ricordo. E poi Giuliano Sarti... Sarti (giocatore di Fiorentina, Inter e Juve, ndr), prima di approdare in A era stato portiere proprio qui, nella Bondenese. All’epoca ero un ragazzino ma quando viveva qui – racconta – ero io a tagliargli i capelli, eravamo anche diventati amici».
Sul futuro Botti non si sbilancia, si augura solo che la situazione sanitaria migliori il prima possibile. «Qui - sottolinea - si fanno le cose per bene. Tengo la mascherina, il gel igienizzante all’ingresso e tutto l’occorrente per sanificare gli ambienti. Non voglio correre rischi ma, allo stesso tempo non mi voglio nemmeno fermare; non sarebbe giusto». E aggiunge: «Da quello che ho sentito molta gente sta chiudendo, io invece apro. Spero che questo mio gesto, per quanto piccolo, possa dare coraggio anche ad altri che in questo momento si trovano in difficoltà perché - conclude - i momenti duri ci sono, bisogna imparare a superarli». —
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