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Lacrime e fiori per “Marcòn” «Era un pilastro del paese»

Katia Romagnoli
Lacrime e fiori per “Marcòn” «Era un pilastro del paese»

Colleghi pescatori e tanti amici ai funerali del 56enne stroncato da un malore La comunità sta pensando ad iniziative per ricordare la figura di Marco Frisati

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«Nel dolore non dimentichiamoci della misericordia di Dio. Resti la carità nei tanti fiori portati all’altare e preghiamo perché facciano germogliare quel bene che Marco ha seminato nella sua vita».

l’omelia

Con queste toccanti parole, don Michele, il nuovo parroco di Goro, ha voluto infondere ieri pomeriggio, forza e coraggio ai parenti di Marco Frisati, per tutti “Marcòn”, raccolti nel dolore, tra i primi banchi della chiesa gremita. C’era tutta la marineria di Goro a portare l’estremo saluto al pescatore 56enne stroncato da un malore fulminante alla guida, lungo la strada provinciale Cristina, all’alba del 23 agosto. Un cuscino di fiori bianchi sovrastava la bara circondata da tantissimi fasci di altri fiori, bianchi anch’essi, mentre la piazza esterna alla chiesa parrocchiale di Goro ha dovuto contenere una folla numerosa e commossa, che non ha potuto prendere posto tra i banchi. Tante le lacrime per il gigante buono, Marcòn, ma c’è anche chi, sopraffatto dalla commozione, non è riuscito a pronunciare un ricordo.

«Siamo nati insieme – è riuscito a dire l’amico d’infanzia e collega pescatore Mauro Gennari, presidente della cooperativa Venus di Goro –, e avevamo pochi mesi di differenza d’età. Marco era una persona ben voluta, ha sempre fatto del bene – ha aggiunto Gennari –, appoggiando anche le iniziative che venivano organizzate in paese. Se c’era da fare qualcosa lui c’era, era amico di tutti».

Tutta una comunità, da sempre dedita alla pesca, come del resto lo è la famiglia di Marcòn, ha voluto stringersi attorno al dolore della mamma, delle sorelle e del fratello Omar, con cui il 56enne gorese condivideva da anni l’attività lavorativa.

in mare

All’alba partivano entrambi, per raggiungere la concessione di vongole nella Sacca, a bordo del natante Marco, che porta lo stesso nome dello sfortunato gorese.

Quella drammatica mattina del 23 agosto, a pochi chilometri da casa, l’autovettura di Frisati è finita nella scarpata che costeggia la strada provinciale Cristina, nella località di Bosco Mesola. Erano circa le 6 del mattino e l’uomo, deceduto per il malore fulminante e non per l’uscita di strada, rientrava da una serata in un locale con amici.

Al funerale altri amici hanno ricordato Marcòn, come Daniele Selvatico e Andrea Ballarini, i quali hanno annunciato che «ci saranno iniziative in memoria del nostro amico e collega, ma per qualsiasi cosa si vorrà organizzare, sarà opportuno attendere la famiglia, a cui non faremo mai mancare la nostra vicinanza».

Il corteo ha infine raggiunto il cimitero di Goro. —

Katia Romagnoli

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