Unife, personale in ufficio e pergamene in Fiera
I dipendenti in smart working tornano in ateneo dalla prossima settimana Duemila studenti invitati alla consegna delle lauree tra il 21 e il 26 settembre
Tornano a ripopolarsi gli uffici di Unife dopo una lunga stagione di apertura allo smart working, legata all’emergenza Covid. Dalla prossima settimana il personale amministrativo rientrerà al lavoro con una chiamata generale e si inverterà il meccanismo rimasto in vigore fino ad oggi, annuncia il direttore generale di Unife, Giuseppe Galvan. Per utilizzare questa modalità in molti casi bisognerà sottoporre la richiesta al parere dell’ateneo.
«Il traguardo sarà raggiunto progressivamente - spiega Galvan - ma a giorni anche Unife si muoverà in questa direzione». Per alcune categorie di dipendenti sarà possibile ritardare il rientro (l’ateneo pubblicherà a breve i dettagli).
Il governo ha prorogato lo stato d’emergenza fino al 15 ottobre e ha stabilito che alcune agevolazioni cesseranno con l’apertura delle scuole. Resta ancora la possibilità che i provvedimenti emergenziali possano essere inaspriti sulla base dell’evoluzione della pandemia. Per l’ateneo sarà un primo passo verso un (ancora non vicinissimo) ritorno alla normalità. A giorni riprenderanno anche i corsi didattici. Si svolgeranno lezioni in presenza che saranno regolamentate per garantire il rispetto delle norme sul distanziamento e la prevenzione dei contagi.
Frequenza mista
Il rettore, Giorgio Zauli, ha annunciato un mese fa che Unife farà tutto il possibile per consentire agli studenti di seguire la didattica in presenza ma anche le lezioni a distanza, per chi sarà impossibilitato - per vari motivi - a trasferirsi a Ferrara. Una delle ricadute di questo approccio sarà la cerimonia pubblica di consegna delle pergamene di laurea, che si articolerà su più giornate, dal 21 al 26 settembre, nei padiglioni della Fiera.
Dopo i mesi dei colloqui di laurea a distanza, che hanno lasciato l’amaro in bocca a molti studenti per l’impossibilità di poter condividere con i propri cari un traguardo significativo nella formazione personale, l’ateneo non è rimasto indifferente alla richiesta di aprire al pubblico il momento della consegna.
Il numero degli studenti invitati (quelli che hanno conseguito la laurea nei mesi del lokdown) è elevato e la cerimonia si annuncia potenzialmente molto frequentata (potranno partecipare, nei limiti di capienza fissati dall’ateneo, anche i familiari dei neo-laureati). Duemila studenti potrebbero essere interessati all’evento, almeno sulla carta, ma molto probabilmente solo una quota deciderà o avràla possibilità di essere presente alla celebrazione.
Gli screening
Intanto dalla Consulta Regionale Studenti, organo nominato dal presidente della Regione, è partita la richiesta, inviata all’assessore all’Istruzione e all’Università dell’Emilia Romagna, Paola Salomoni, di offrire la possibilità a tutti gli studenti, fuorisede e non, di accedere su base volontaria ai test per Covid-19.
L’idea è di coinvolgere nella proposta tutti gli atenei della regione (Bologna, Modena-Reggio, Parma e Ferrara). Per ora l’Alma Mater ha reso disponibile il sierologico solo per i docenti e il personale tecnico amministrativo, mentre l’Università di Parma ha deciso di avviare una campagna di screening oltre che per tutti i dipendenti anche per gli studenti dell’ateneo. L’esame sierologico, nella città che fu di Toscanini, è gratuito e su base volontaria.
L’ateneo estense non ha offerto il test nè agli studenti nè al personale, come altre università della regione. Resta sempre possibile l’opzione di rivolgersi ai privati. —
Gi.Ca.
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