Progetto Argenta 2030 Il mirino resta puntato sulla violenza di genere
Non solo lo sportello aperto da Centro donna giustizia anche un fumetto realizzato «Per lasciare uno strumento di riflessione alla gente»
ARGENTA
Argenta 2030 è un progetto promosso dal Comune di Argenta in collaborazione con Legacoop Estense, Cgil Ferrara e Centro donna e giustizia di Ferrara, finanziato dalla Regione e dall’Unione Europea nel contesto del programma Shaping Fair Cities. Un progetto che negli ultimi mesi si è concentrato nel promuovere le politiche di genere e contribuire a rendere Argenta una comunità accogliente. Progetto che in questi giorni si avvia alla conclusione.
il primo punto
«Il primo pensiero è corso alla violenza sulle donne - scrive il sindaco Andrea Baldini - e il progetto ha dunque attivato un corso per volontarie dello sportello viola, lo sportello che il Centro donna giustizia ha aperto ad Argenta ed a cui si possono rivolgere quante sono vittima di violenza. Al ciclo di lezioni hanno partecipato online numerose ragazze e donne nel periodo primaverile. La violenza fisica sulle donne è la forma più acuta e distruttiva di un problema: per questo abbiamo coinvolto le scuole in un percorso attinente alle varie fasce di età per avviare un ragionamento di sensibilizzazione».
«Alcuni studenti dell’istituto Levi Montalcini, guidati dal professor Vanni e dal Centro donna giustizia, hanno prodotto una striscia fumetto che - prosegue il sindaco -, con delicatezza e uno sguardo inedito, affronta il tema della violenza per presentarlo a studenti più giovani. Il progetto ha poi costruito occasioni di confronto con la cittadinanza, cineforum e attività di aggregazione, come i concerti, e un progetto innovativo di partecipazione sull’area San Giovanni e San Domenico».
Questo luogo, va ricordato, conserva una memoria che gli argentani hanno riavviato fotografando in questi mesi e su cui hanno scritto parole evocative, che saranno tutte raccolte in un dizionario visivo e lessicale.
la riflessione
«Lo scopo è di consegnare alla popolazione uno strumento di riflessione su come un’area verde può non solo avere molte funzioni pratiche - riprende Baldini -, ma anche una funzione interiore, lenta, capace di risvegliare una memoria e di annunciare nuovi modi di fruirla. L’atto artistico collettivo che ne deriverà sarà a cura dell’associazione Bassoprofilo di Ferrara, che si occupa di rigenerazione urbana.
«Un progetto che ci ha aiutato a lavorare su temi centrali sui quali la nostra comunità deve tenere sempre alta l’attenzione, come la violenza di genere, e che a fianco di questo ha permesso di accendere qualche luce su luoghi e storie della nostra comunità, come il parco di San Domenico, chiude». —
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