Camere di commercio Calenda, sì alla fusione
Carlo Calenda, leader nazionale di Azione, arriva alle 21,05 nel cortile di Palazzo Roverella, mette da parte le tematiche trattate nella precedente tappa di Imola, si accende una sigaretta e siede al tavolo dell’incontro organizzato dal leader ferrarese di Azione, Alberto Bova.
Un Bova ieri sera più che mai impegnato a intrattenere iscritti e simpatizzanti prima dell’arrivo dell’ospite d’onore. Calenda, piglio sicuro, mette in chiaro subito due cose: un No fermissimo al prossimo referendum costituzionale sulla riduzione dei parlamentari, e 3 parole che suonano come una sentenza per la Camera di Commercio di Ferrara e la sua “dirimpettaia” ravennate: «Sì alla fusione». Con il “sogno” estense di mantenere del tutto autonoma la Camera di Commercio di Ferrara che ora rischia seriamente di svanire.
Viceministro dello sviluppo economico nei Governi Letta e Renzi, in seguito ministro nello stesso dicastero, Calenda affronta poi temi più squisitamente economici davanti alla numerosa platea radunata nel giardino del Palazzo, lo stesso dove il referente provinciale di Azione Bova incassa anche la presenza di due donne politicamente impegnate, Ilaria Morghen e Paola Peruffo. L’ex pentastellata oramai fuori da tempo dal dai 5 Stelle sarebbe molto vicina a compiere il passo che la porterebbe a diventare una esponente di Azione. Bova se la coccola in attesa della decisione. Per la Peruffo il discorso è un po’ più freddino, nel senso che i rapporti non certo idilliaci con i vertici provinciali di Forza Italia hanno già portato più volte la Peruffo a pochi passi dalla rottura, ma al momento per lei si tratta più che altro di indiscrezioni. Calenda ha presentato il suo libro “ I Mostri”, saggio di politica e società in un’Italia falle mille contraddizioni.–
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