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In 1.500 per il test accademico delle discipline sanitarie

Margherita Goberti
In 1.500 per il test accademico delle discipline sanitarie

Ieri in Fiera la prova di ammissione con aspiranti provenienti da tutta Italia In palio c’erano 725 posti, i candidati che si sono presentati erano il doppio

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Ognuno con le proprie aspettative di vita, quasi 1.500 giovani per lo più ventenni hanno invaso ieri i padiglioni della Fiera per partecipare al test di 60 domande di cultura generale, logica, biologia, chimica e matematica, per l’ammissione alle discipline infermieristiche e di carattere sanitario di Unife.

Da tutta Italia

In gran parte ferraresi, alcuni per la prima volta come Caterina che aspira ad inserirsi nella graduatoria di 52 posti di fisioterapia, altri come Maria – entrambe di Ferrara– già alla seconda esperienza per aver tentato lo scorso 11 settembre le prove per radiologia medica, oppure come Irene di Jesi già iscritta presso il nostro ateneo al secondo anno di biotecnologia o infine come Alice che arrivava addirittura da Nuoro con mamma Francesca dopo un viaggio allucinante; tutti comunque con la speranza nel cuore di potercela fare.

Ma contro una disponibilità complessiva di 725 posti vi erano il doppio dei concorrenti e per forza ci sarà chi dovrà accontentarsi di essere incluso solo nella graduatoria.

Le preferenze dei candidati erano orientate soprattutto su fisioterapia seguita da tecnico di radiologia e laboratorio anche perché offrono un numero maggiore di possibilità; molte ragazze seguendo la propria passione hanno puntato invece su ostetricia: «perché è sempre bello veder nascere una vita piuttosto che essere sempre a contatto con il dolore e la morte», ma anche ortottica ed oftalmologia hanno i loro fans o come Alice che aspira a tecnico per la riabilitazione psichiatrica.

Il lungo viaggio

«Mia figlia – ha raccontato mamma Francesca – avrebbe fatto il test da noi in Sardegna ma il corso c’era l’anno scorso e quest’anno l’hanno tolto. Così abbiamo affrontato un viaggio allucinante fra la nave che è arrivata a Livorno in ritardo, la coincidenza con il treno che ci ha portato a Ferrara dopo le quattro del mattino e finalmente all’Albergo Touring alle 4 e mezza; dopo qualche ora di riposo eccoci qui in Fiera, lei con il cognome che inizia con la S è entrata verso le dieci ed io qui fuori con le valige ad aspettarla fino alle 14 senza potermi sedere da qualche parte o utilizzare i servizi igienici in quanto fanno entrare solo i partecipanti. Questa sera dobbiamo essere a Livorno per riprendere la nave alle 22.30 e quando arriveremo ci sarà anche il tampone da fare. Cosa si fa per i figli ed il loro futuro! ».

Alla fine i candidati sono usciti scambiandosi opinioni sul test appena affrontato. La speranza è che dopo tanto studio per affrontare il test si riesca a passare. Ce la farà, in base ai numeri, uno su due.







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