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Mette il "like" su frase filo-nazista, indagato ispettore di Polizia e consigliere Lega Ferrara

Mette il "like" su frase filo-nazista, indagato ispettore di Polizia e consigliere Lega Ferrara

Per Luca Caprini, sindacalista Sap, la Procura ipotizza il reato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi razziali e religiosi. Indagato anche l'autore della frase Fb, un imprenditore ferrarese. Paoloni (Sap): non strumentalizzare. Il sindaco Fabbri: errore materiale, frase non accettabile

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FERRARA - Aveva messo un “like”, nazista, di apprezzamento, al post di un amico, su Facebook che recitava «Ma quel signore con i baffi che adoperava i forni non c’è più?». Il caso nel giugno scorso travolse Luca Caprini, ispettore di Polizia, sindacalista Sap e consigliere della Lega a Ferrara, diventando un caso nazionale per cui venne sollecitato ad intervenire lo stesso capo della Polizia, Franco Gabrielli e il ministro degli interno Luciana Lamorgese.Ora Caprini risulta indagati per il reato di “propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa” e con lui risultata sotto indagine l’autore di quella frase, l’imprenditore ferrarese Marco Faccini.


Da quanto si è appreso, questa mattina (8 settembre) sono scattate le perquisizioni e i relativi sequestri del materiale informatico (i computer di Faccini e Caprini e altro) da parte degli ispettori della Digos di Ferrara su ordine del pm Andrea Maggioni che coordina l’indagine. Quel “ like”, il pollice all’insù era stato pubblicato nel post di Faccini, contro il cantante Sergio Sylvestre che cantava l’Inno di Mameli alla finale di Coppa Italia con il pugno alzato. E da qui la frase incriminata scritta da Faccini: «Ma quel signore coi baffi che adoperava i forni, non c’è più?».


Caprini aveva cancellato subito il post del “like”, e presentato le sue scuse, la sua giustificazione, dicendo che era stato un errore: «In merito a quel like - spiegava alla Nuova - s’è trattato di un errore materiale, ho sbagliato: apprezzamenti filonazisti non fanno parte della mia storia personale e politica, è la verità preferisco passare per pasticcione, certo non per filonazista: è stata una leggerezza di cui mi vergogno». Ora per questa evoluzione giudiziaria del fatto potrebbe essere sottoposto ad azione disciplinare da parte del Compartimento regionale Polstrada di Bologna di cui dipende (è ispettore alla Polstrada di Altedo) e anche per questo spiegava: «Mi sottoporrò a questo dando le spiegazioni dovute, sono sereno – ribadiva - e quando verrò chiamato a dare spiegazioni lo farò, nel massimo rispetto della istituzione in cui svolgo servizio da quasi 30 anni».

 

«Siamo allibiti da quanto sta accadendo - commenta Stefano Paoloni, segretario generale Sap - poiché fin da subito Luca Caprini, persona integra e moralmente corretta, ha immediatamente chiarito di aver commesso un errore materiale cliccando erroneamente su di un like, e appena resosene conto ha cancellato tutto. Errore e caso fortuito sono evidenti. Anche per noi operatori del diritto, oggi - di fronte ad un atteggiamento così abnorme - si fa fatica a comprenderne le ragione e a capire cosa è giusto o sbagliato». Il sindacalista auspica «che non si voglia strumentalizzare la vicenda, attesa la singolarità del fatto che la notizia fosse già nota con le perquisizioni ancora in corso. Caprini è un martire di libertà».

In serata è intervenuto anche il sindaco Alan Fabbri, che confida «nel lavoro corretto degli inquirenti», ricorda la difesa di Caprini ("mero errore materiale") ribadendo comunque che «il contenuto della frase al centro della vicenda non è accettabile, è ovvio. E' assoluta la presa di distanza, mia personale, in qualità di sindaco e di esponente Lega». Evocare quell'epoca «buia e violenta è sbagliato in qualsiasi circostanza e forma».

 

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