Ferrara, Camera di commercio commissariata da lunedì: ira Govoni-Comune
Il presidente dell'ente ferrarese: «Fusione con Ravenna non produce risparmi, e aziende soffriranno»
FERRARA. «Che ci commissarino pure, noi restiamo al fianco delle imprese, sempre e comunque». Così Paolo Govoni, presidente della Camera di commercio di Ferrara, commenta l'articolo 61 del dl agosto, che prevede la decadenza degli organi delle Camere di commercio con meno di 75.000 imprese lunedì. Questo significa che l'ente camerale ferrarese sarà commissariato per poi essere accorpato a Ravenna. «Quelli che il Paese sta vivendo- prosegue Govoni- sono giorni decisivi: ci aspettavamo un agosto completamente diverso, invece è tutto fermo, a partire dal piano per le riforme ue e dagli oltre 300 decreti attuativi».
E sulla riforma delle Camere di commercio, il presidente rincara la dose, affermando che con l'accorpamento «gli squilibri territoriali aumenteranno e le economie più fragili soffriranno inevitabilmente». Oggi, insiste, «le aziende, soprattutto dopo la pandemia, hanno bisogno di un supporto capillare e dedicato in modo esclusivo e questo dovrebbe essere l'obiettivo del governo». Anche perchè, conclude, con l'attuazione dell'articolo 61 e della fusione resteranno tutte le sedi delle camere accorpate, il personale attuale e il divieto di corresponsione di emolumenti a consiglieri e presidenti, dunque l'accorpamento non porterà nessun risparmio».
Sulla stessa lunghezza d'onda l'assessore comunale al commercio di Ferrara, Matteo Fornasini, che oltre ad esprimere» profonda amarezza e forte disappunto perchè da lunedì l'ente camerale, con cui abbiamo collaborato in maniera tanto positiva, sarà commissariato, per poi essere accorpato a Ravenna «punta il dito contro» gli esponenti del Pd, partito che ha creato questo problema già dal 2015 e che non l'ha saputo risolvere, nonostante sia al governo».
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